Voglio una vita come quelle dei film...

Steve Mcqueen e quella folle anarchia...

Un documentario che diventa subito qualcos’altro, un film che va oltre il reale, un uomo che supera la leggenda: il viaggio in cui vi portiamo è quello che ci accompagna nella vita spericolata di un ribelle come Steve McQueen, molto più che un attore, da sempre appassionato di motori oltre che di recitazione. Siamo nel 2015 e John McKenna e Gabriel Clarke, registi di numerosi documentari e spot, presentano a Cannes un documentario: Steve McQueen – Una vita spericolata. L’intenzione? Riscoprire l’attore e l’uomo dietro il mito del king of the cool.

Il documentario su Steve McQueen però non segue le tracce della leggenda di Hollywood – troppo facile, quasi retorico – ma prende un’altra direzione, quella del McQueen antieroe, che produce il film Le 24 Ore di Le Mans come atto d’amore verso l’automobilismo, come atto di resistenza, come atto di fede nei propriconfronti. I registi, McKenna e Clark, ritrovano numerose ore di girato della pellicola, mostrando quanto divenne un’ossessione per l’attore. E decidono di parlarne al pubblico, e di dissacrare McQueen, umanizzarlo agli occhi della gente, rendendo possibile un avvicinamento all’attore che qui diventa uomo.

Potente e osannato da tutti, McQueen in quel preciso momento avrebbe potuto avere qualsiasi cosa, ma scelse altro, scelse di fuggire dalla gabbia d’oro e voltare le spalle all’industria. La produzione di Le 24 Ore di Le Mans è il suo atto di ribellione verso Hollywood e verso il mondo. Rischiando tutto, gira la pellicola senza copione, abbandonandosi all’ebbrezza della velocità. Ma le regole di anarchia che si era imposto lo portano poi allo sfacelo. Perde tutto.

Lo abbandonano prima il regista, John Sturges, poi lo sceneggiatore, ed infine anche la moglie durante le riprese. Il documentario ci presenta un McQueen disilluso dalla sua follia, ma alla fine in realtà ne esce più solido che mai, meno icona e più persona, un sognatore disposto a tutto. Un documentario che cambia la visione della retorica della vita spericolata, donandole finalmente il rispetto che merita. E dimostrando che l’uomo era superiore anche al suo mito.