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Un tram che si chiama desiderio

Reso famoso dall’omonimo film in cui il mondo conobbe Marlon Brando, “Un tram che si chiama desiderio” del drammaturgo americano Tennessee Williams, è una pietra miliare del teatro, conosciuto in tutto il mondo.
L’atmosfera di sottofondo è quella della New Orleans del dopoguerra, che suona e canta i suoi dolori, la sua rabbia, ma anche la sua speranza.
Desiderio è il tram che conduce Blanche Dubois da sua sorella Stella che risiede in un caseggiato popolare di bassa estrazione. Desiderio che si trasforma in incubo, e il filo rosso del dramma si intreccia sul sogno americano che si disgrega sotto i colpi della follia e dell’abbrutimento dell’animo umano.
Blanche, con la sua valigia piena d’illusioni, intraprende il viaggio della speranza, ma il tentativo di sconfiggere i traumi del suo pesante passato, si infrange sulla brutalità e la violenza del cognato Stanley Kowalsky.
Raccontare questo capolavoro drammatico è allo stesso tempo una sfida e un privilegio, e la scelta è quella di mantenerne la forma e le atmosfere originali, personalizzandone alcuni accenti, senza che questo tenda minimamente a modificarne la struttura originale.

Le date
29 febbraio e 1 marzo Firenze, Piccolo Teatro di Rufina
 

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