Tra le ultime uscite del 2020 segnaliamo quelle di...

... Greta Van Fleet, Tricarico e Tiziano Ferro 

L’anno si chiude con molte riedizioni e con uscite di ogni genere. Sulle prime torneremo presto con un piccolo speciale sugli album classici e di catalogo, mentre tra le seconde a questo giro ne scegliamo tre.

La prima riguarda “Mi Manchi Negli Occhi”, nuovo singolo di FRANCESCO TRICARICO. Cantautore, polistrumentista, disegnatore e pittore, Francesco Tricarico, classe 1971,  esce a distanza di un anno dal singolo “A Milano Non C’È Il Mare” con una ballad intima e profonda, il cui testo che esprime sentimenti di ammirazione, di nostalgia, di riconoscenza e amore è stato composto in collaborazione con il gallerista milanese Giancarlo Pedrazzini e la produzione è stata affidata a Vittorio Corbisiero, che ha sovrainteso al dialogo tra la voce dell’artista e un crescendo musicale che dal rintocco delicato di un pianoforte passa alla solennità degli archi e dei cori.

La seconda è “Casa a Natale”, il nuovo singolo di Tiziano Ferro estratto da “Accetto Miracoli: l’esperienza degli altri”, disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Già incluso fra gli inediti di “Accetto Miracoli”, il brano racconta con un linguaggio quasi cinematografico un piccolo scorcio di vita nei giorni che precedono il Natale di una persona in un momento dubbioso e incerto, e sebbene scritto in un tempo ormai distante dal nostro attuale, fotografa in modo accurato un sentire comune a molti in questo periodo complesso. “Nella cultura in cui sono nato – dice Tiziano – il Natale diventa sempre qualcosa: amplifica sensazioni, emozioni, aspettative, delusioni, la percezione stessa delle cose. Diventa il filtro attraverso il quale guardiamo al mondo in maniera diversa, ha l’innegabile capacità di farti fare i conti con te stesso e di obbligarti a fare progetti per l’anno nuovo. Casa a Natale nasce da una frase che mi ero appuntato su un quaderno durante le feste di alcuni anni fa e che dice ‘Urlano al telegiornale nel servizio sul caos che precede il mio Natale’. La canzone, nonostante la vena malinconica, è anche molto coraggiosa: parla della voglia di attraversare la fine dell’anno e arrivare all’anno nuovo con una luce diversa”.

La terza è internazionale ed è targata Greta Van Fleet, che - tornati ad aprile con il secondo album “The Battle at Garden’s Gate” – si ripropongono con il video ufficiale del nuovo singolo “Age of Machine”. Nel video, che la band vincitrice di un Grammy Award ha co-diretto con Matthew Daniel Siskin, dà vita a un universo ricco di simbolismi e aperto a nuove interpretazioni, con tocchi di modernismo. È una risposta, una piccola opera d’arte all’interno di una conversazione più ampia – quattro fratelli e amici che trascorrono pochissimo tempo online, pieni di domande – dove ci sta portando la tecnologia, cosa significa tutto questo e cosa stiamo ottenendo in cambio? Il video mostra la bellezza fatiscente che ci circonda, ma lascia il significato finale allo spettatore, sia che si scelga di usare come chiave di lettura il clima, l’industrialismo, l’intimità, la fiducia in se stessi, la tradizione, l’umanità stessa o altro. L’unico concetto reso evidente nel video è che la band sceglie la vita.

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