The Salvation...

Eva Green: il sapore della vendetta e quel western da rivalutare

Da dove partiamo? Siamo nel 1871. Jon (Mads Mikkelsen) è un immigrato danese fuggito dall’Europa. Dopo sei anni di lavoro negli Stati Uniti, riesce finalmente ad avere abbastanza soldi e stabilità da permettere alla moglie e al figlio di raggiungerlo. Nei paraggi Jon è conosciuto come un brav’uomo, che poco si interessa delle faccende cittadine, ma quando va a prendere la moglie e il figlio alla stazione, qualcosa va storto: condividono la diligenza con due balordi, e in particolare uno dei due sembra interessato alla moglie di Jon; finirà con uno stupro e un duplice omicidio, e con il protagonista che resterà senza moglie e senza figlio. Si vendicherà? Certo che sì, e immediatamente, peccato che uno dei due maledetti fosse il fratello del potentissimo Delarue (Jeffrey Dean Morgan).

Davvero interessante vedere come in The Salvation prede e predatori, giustizieri e uomini su cui dovrebbe incombere la vendetta, si scambino di ruolo e si trovino a scappare o a inseguire in base ai rapporti di forza e alle condizioni che si creano nelle dinamiche della vendetta. Una reazione a catena che, come dicevamo, può concludersi solo con la vittoria del più forte, a meno che l’altro non riesca a convincere la comunità di essere nel giusto e trasformare la guerra delle vendette nella lotta del tutti contro uno, della giustizia umana contro l’ingiustizia, dei buoni e degli innocenti contro l’aspirante tiranno: un omicidio giusto e definitivo, che serva a fondare ritualmente la nuova organizzazione della società e i suoi valori.

Ma il regista danese Kristian Levring non si ferma qui, perché nel suo film non c’è l’ottimismo della rivoluzione riuscita, della molteplicità che diventa corpo unico per uno scopo comune; in The Salvation ognuno va per la sua strada, Black Creek è un paese di migranti, ciascun dei quali ha i suoi interessi e le sue ambizioni, e nessuno è disposto a cedere un millimetro della sua proprietà o dei suoi privilegi. Jon e Madelaine (Eva Green), la moglie-schiava di Delarue non sembrano voler rifondare un nuovo mondo in quel luogo, vogliono solo scappare da quelle dinamiche individualiste e anarco-capitaliste che schiacciano gli individui, in cui non c’è spazio per la giustizia, né per la brava gente come loro. Una piccola chicca western, consapevole del genere senza esserne succube.

Cosa aspetti? Trovi questo e tanto altro in streaming su CHILI!