Mondiali di sci. Le più belle vittorie italiane.

È una piccola località sciistica svedese, conta poco più di 1.000 abitanti, ma per la terza volta nella sua storia è stata scelta come sede dei campionati mondiali di sci alpino (4-17 febbraio 2019). È la cittadina di Åre, già protagonista nel 1954 e nel 2007.

Il nostro Paese ha una grande tradizione in questa disciplina. Lo confermano i numeri, ovvero le 68 medaglie (20 d’oro, 23 d’argento, 25 di bronzo) che proiettano l’Italia in settima posizione nel medagliere complessivo. Vediamo le vittorie più significative.

1952. Il mito di Zeno Colò.

È un altro sci, quasi pionieristico. Si gareggia a Oslo, per le Olimpiadi invernali che valgono anche come Mondiali. La discesa libera è un percorso incastonato tra radure e corridoi sottratti al bosco, con il pubblico quasi a ridosso delle porte. Zeno Colò, il mito che arriva dall’Appennino, coi suoi sci di legno e la sua postura aerodinamica che anticipò la cosiddetta posizione “a uovo” trionfa nella gara più bella e pericolosa, la discesa libera.

Una medaglia che entra di diritto nella leggenda.

1974. La supremazia di Gustav Thöni.


La celebre località alpina di St. Moritz è il palcoscenico per la potenza e classe dello sciatore italiano più medagliato della storia: Gustav Thöni. La sua è una vera e propria dimostrazione di superiorità. Dopo aver vinto lo slalom speciale, è tra i favoriti anche per il Gigante. Ma la prima manche è sotto le attese: arriva solo ottavo a quasi un secondo e mezzo da Piero Gros. La seconda manche, però, è un vero capolavoro: ogni porta un brivido sospinto, rischiando il tutto per tutto. Serviva la gara perfetta per arrivare all’oro. E così fu, per una doppietta storica.

1976. Piero Gros, Thöni e la celebrazione della Valanga Azzurra.

Negli anni ’70 la squadra maschile domina in lungo e in largo, tanto che viene coniata l’espressione della “valanga azzurra”, utilizzata la prima volta nel 1974 per festeggiare lo straordinario risultato di squadra ottenuto nello slalom gigante di Berchtesgaden, in Germania Ovest: cinque italiani nelle prime cinque posizioni di classifica. Ai giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 (nuovamente validi anche ai fini dei Mondiali) si conferma questa supremazia. Nello Speciale è il piemontese Piero Gros a festeggiare, davanti al compagno di squadra Gustav Thöni.

1996. La doppietta di Alberto Tomba.


Tomba la bomba. Il più spettacolare, il guascone bolognese dalla potenza straordinaria, l’atleta dalle rimonte impossibili. Nel 1996 i Mondiali si svolgono a Sierra Nevada. Alberto Tomba in carriera ha vinto già tanto, ma gli manca ancora la medaglia mondiale. Il tabù lo sfata nello slalom gigante. Un trionfo alla sua maniera, con un rischio grandissimo corso nella seconda manche. E anche lo Speciale porta la firma e il marchio di Alberto: la rimonta da sesto a primo, con una memorabile seconda manche, resta nel cuore di tutti gli amanti di questo sport.

1997. Tocca a Deborah Compagnoni

Deborah Compagnoni è la sciatrice italiana più vittoriosa di tutti i tempi, la prima atleta in assoluto a vincere una medaglia d’oro in tre edizioni diverse delle Olimpiadi invernali. Nel 1997 ai mondiali di casa, disputati al Sestriere, ottiene una bellissima doppietta in Gigante e Speciale. È una stagione trionfale, che vede l’atleta azzurra aggiudicarsi anche la coppa di cristallo di slalom gigante. Pura eleganza.

2011. L’ultima medaglia d’oro: Christof Innerhofer.

“Sono più bello del sole che splende su Garmisch!”. Con queste parole l’altoatesino Christof Innerhofer festeggia la vittoria nel Super-G disputatosi nel 2011 in Germania, a Garmisch-Partenkirchen. È l’ultima vittoria italiana ai Mondiali e porta la firma di un atleta che nelle gare importanti ha sempre fatto bene. Lo dimostrano le 3 medaglie mondiali (una per metallo) e le due olimpiche (un argento e un bronzo).