Trekking a cavallo: guida alla prima volta.

Cosa c’è di meglio di un trotto tranquillo immersi nella natura? Per chi non lo ha mai provato, ma anche per chi ha già sperimentato l’esperienza, arriva il weekend avventura nella splendida Valnerina, la zona montuosa dell’Umbria sud-orientale famosa anche per la Cascata delle Marmore. Mood del weekend: cavalcare!

 

Scopri il weekend!

 

Le basi: il glossario minimo.

Ogni attività sportiva ha i suoi termini specifici, e l’ippica non fa eccezioni. Scopriamo quali sono. Cominciamo dalla sella, ovvero la seduta per il cavaliere, fissata alla schiena del cavallo attraverso una sottopancia (una cinghia). Ne esistono innumerevoli tipi. Tra le più conosciute ci sono la sella inglese e quella americana, che si differenzia soprattutto per la presenza di un pomello sull’anteriore.

Le staffe sono gli anelli a fondo piatto appesi ai due lati della sella, che servono come appoggio per i piedi del cavaliere. Le testiere e le cavezze, invece, sono l’insieme di cinghie poste attorno alla testa del cavallo, utilizzate per comunicare con l’animale. L’imboccatura è il pezzo di metallo posto nella bocca del cavallo, fondamentale sempre per la comunicazione tra cavallo e cavaliere. Alle estremità dell’imboccatura infatti sono poste le redini, bretelle in cuoio o corda che, a seconda delle trazioni, indicano i comandi direzionali all’animale.

L’abbigliamento idoneo.
Per la prima uscita a cavallo non occorre presentarsi con particolari vestiti da equitazione. Bastano un paio di jeans elastici comodi (lunghi, i pantaloni corti sono scomodi in sella) e degli stivali (meglio rispetto alle scarpe da ginnastica, i cui lacci potrebbero incastrarsi nelle staffe).

Vige sempre la buona norma di vestirsi a cipolla: camicia o maglietta, felpa o pile e, quando fa freddo, una giacca a vento. Da non dimenticare mai il caschetto protettivo, certamente meno caratteristico del cappello a tesa larga che fa tanto western, ma sicuramente più utile in caso di cadute.

Il primo passo: salire a cavallo.

Salire a cavallo non è come issarsi su una moto. Perché si ha a che fare con un animale e la sua personalità. I cavalli non amano essere avvicinati frontalmente, ma devono avvertire la vostra presenza.

Prima di salire, accarezzategli il muso, gentilmente: aiuterà ad instaurare un buon rapporto iniziale tra di voi. Ricordate: a cavallo si sale sempre dalla parte della sua spalla sinistra. Imboccate le redini, poggiate il piede sinistro nella staffa, e ponete la mano destra al centro della sella per aiutarvi ad issare la gamba destra.

Passo, trotto o galoppo?

Il primo approccio sarà sicuramente il passo, ovvero l’andatura più lenta del cavallo (attorno ai 5/7 km/h). È un’andatura a quattro tempi, perché il cavallo poggia gli arti uno per volta, uno dopo l’altro: anteriore destro, posteriore sinistro, anteriore sinistro e posteriore destro.

Lo step successivo è il trotto, con il quale il cavallo assume un’andatura saltata in due tempi, muovendo prima contemporaneamente il posteriore destro con l’anteriore sinistro, e poi il posteriore sinistro con l’anteriore destro. La velocità aumenta (fino a 55 km/h), così come deve aumentare l’esperienza del cavaliere. Il galoppo è la massima espressione di velocità di un cavallo (fino a 70 km/h). L’animale muove prima un posteriore, poi il diagonale e infine l’altro anteriore. Libertà!

La prima uscita: mai troppo lunga.

Come tutti gli sport, anche per l’ippica occorre allenarsi. Alle prime uscite, infatti, pur se brevi e al passo, potreste avvertire il giorno dopo un leggero indolenzimento alle gambe e alla schiena.
È normale: in sella vengono sollecitati muscoli normalmente poco utilizzati, e la postura non è quella usuale. Per la prima uscita, dunque, conviene scegliere una passeggiata semplice e non particolarmente lunga. Un’ora, un’ora e mezzo sono più che sufficienti per divertirsi… e ripartire il

giorno dopo per una nuova cavalcata!