5 trasferimenti sportivi che hanno lasciato il segno.

 

Cristiano Ronaldo alla Juventus. LeBron James ai Los Angeles Lakers. È stata un’estate pazzesca: i due più forti atleti nelle rispettive discipline hanno cambiato il colore della propria maglietta per accasarsi in una nuova squadra.

L’arrivo di Ronaldo in Italia ha fatto grande scalpore. Perché l’importanza del fuoriclasse portoghese va oltre i confini sportivi, essendo una vera e propria impresa, un’icona mondiale, seguita da milioni di followers in tutto il mondo. Basti pensare che ogni scatto di Ronaldo su Instagram ha la media di 5 milioni di like. E un ritratto di famiglia (lui, moglie e figli) tutti in maglia bianconera ha ricevuto 10 milioni di like in poche ore.

 

Altrettanto clamore ha suscitato il passaggio di LeBron James da Cleveland a Los Angeles, in una squadra (i Lakers) titolatissima, ma negli ultimi anni in penombra. In tanti sostengono che il Prescelto (soprannome di LBJ) abbia optato per la città degli angeli anche perché sede di molte imprese avviate dal cestista fuori dal parquet. E magari attratto anche da qualche sirena di Holllywood.

La storia sportiva è ricca di colpi di scena, tra trasferimenti clamorosi e tradimenti di casacca. Vediamo 5 scelte che hanno lasciato il segno.

 

Il tradimento di Figo.

Il calcio ha vissuto centinaia di casi di calciomercato che hanno fatto discutere, sognare, arrabbiare i tifosi di tutto il mondo. Uno dei più chiacchierati è stato senz’altro quello di Luis Filipe Madeira Caeiro, in arte Luis Figo, che nell’estate del 2000 passò dal Barcellona al Real Madrid. L’amore dei tifosi blaugrana si trasformò in un sentimento avverso profondissimo, culminato nel lancio della celebre cabeza de cerdo, la testa di un piccolo maialino, nel clásico giocato al Camp Nou nel 2002.

 

 

La decisione di LeBron James.

Il passaggio di LBJ ai Los Angeles Lakers ha fatto scalpore, ma mai quanto fece il suo trasferimento dai Cavaliers agli Heat nel 2010. L’annuncio fu dato in diretta tv, la sera dell’8 luglio, durante un’intervista rimasta celebre, titolata The decision. In soli 10 minuti LBJ distrusse la sua immagine di sportivo tra i più amati, e spezzò il cuore di tutti i tifosi di Cleveland, sua città natale.

 

L’utopia di Micheal Jordan.

Fu un vero sconquasso. Il più forte cestista di sempre, dopo aver vinto il terzo titolo NBA consecutivo con la maglia dei Chicago Bulls, annuncia il ritiro dalla pallacanestro per… andare a giocare a baseball. È la follia che fece Michael Jordan nel 1993. Una scelta annunciata il 6 ottobre, e che quasi nessuno capì. Dietro, però, c’era il dolore per la scomparsa del padre, avvenuta il 3 agosto, che sognava il piccolo Michael giocatore di baseball.

Come una catarsi, Jordan asseconda i sogni del padre, e per un paio di anni gioca – con risultati mediocri – nelle serie minori. Ci sarà poi il ritorno al basket, ai suoi amati Chicago Bulls, all’appuntamento con l’anello (altri tre: nel 1996, 1997 e 1998).

 

 

Valentino Rossi: dalla Honda alla Yamaha.

Ecco un altro passaggio che ha lasciato il segno. È quello di Valentino Rossi che, dopo aver vinto tutto con la Honda, passa ai rivali della Yamaha, nel 2004, per un contratto che recita 15 milioni netti a stagione. In molti storcono il naso, quasi tutti immaginano le difficoltà del campione su una moto mai vincente. Invece il pilota italiano porta subito il titolo a casa, bissando anche l’anno successivo.

 

L’addio di Rosberg.

Per molti campioni la difficoltà più grande è quella di capire quando è giunto il momento di smettere. Nico Rosberg, buon pilota ma mai fuoriclasse, lo ha fatto nella maniera più clamorosa. Ovvero al suo apice, appena dopo essere diventato campione di F1, nel 2016. “La vita non è soltanto girare in tondo in un circuito”, ha dichiarato il pilota nella conferenza stampa in cui ha annunciato il suo ritiro. Non si tratta di un trasferimento, ma di un ritiro altrettanto clamoroso.