Campioni dello sport: quando inizia una seconda vita.

Quando hai vinto tutto e vuoi trovare nuovi orizzonti in cui primeggiare. Quando scopri che lo sport che ti ha reso famoso non è l’unica tua passione. Quando la vita ti pone davanti un muro troppo alto, ma tu non ti arrendi. Le storie di sportivi che hanno avuto, o tentato, una seconda vita sportiva, sono tante. Ecco 5 esempi di campionissimi che ci hanno provato.

Michael Jordan.
È stato definito “il più grande cestista di tutti i tempi”. Cosa poteva voler di più Michael Jordan? Primeggiare in un altro sport. È quello che ha tentato di fare nel 1994, lasciando i Chicago Bulls e andando a giocare a baseball per un paio di stagioni. I risultati però non arrivarono e Jordan tornò al basket ancora per qualche anno (e altre vittorie).

Usain Bolt.
È il velocista dei velocisti, l’unico che ha vinto la medaglia d’oro nei 100m e nei 200m piani per tre Olimpiadi consecutive (Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016). Anche Usain Bolt deve essersi chiesto, e ora che faccio? La sua passione per il calcio lo ha portato a esordire da professionista anche sul rettangolo verde, nell’agosto del 2018, in una partita amichevole della squadra australiana Coast Mariners. I risultati, però, non uguagliano quelli ottenuti in pista.

 

Jenson Button.
Uno dei piloti di Formula 1 inglesi più longevi con 309 Gran Premi. Campione del mondo nel 2009, a un certo punto ha mollato le quattro ruote per darsi al Triathlon. In particolare alla più dura di queste competizioni, l’Ironman. Ironia della sorte, una volta è stato squalificato per eccesso di velocità in bici, in un tratto dove per ragioni di sicurezza era stato messo un limite.

Gianmarco Tamberi.
È una delle più grandi promesse dell’atletica italiana, ma ha una passione smodata per il basket. Campione del mondo di salto in alto indoor, Gianmarco Tamberi è riuscito a coronare il suo sogno sotto canestro, giocando una partita nelle fila della Mens Sana di Siena, squadra gloriosa che oggi milita in Lega 2 del campionato italiano. Di certo non gli sarà mancata elevazione sotto canestro.

 

Alex Zanardi.
Mai come in questo caso si può dire last but not least. La storia di Alex Zanardi è studiata in tutto il mondo come esempio di caparbietà, voglia di non mollare mai e di porsi sempre nuovi obiettivi. Dopo aver raggiunto i massimi livelli nell’automobilismo, e dopo aver superato il trauma di un incidente tragico, è arrivato a conquistare 4 medaglie d’oro nelle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016 nella disciplina dell’handbike. Semplicemente irraggiungibile.