Roccaraso. Alla scoperta dell’Appennino.

Pare che da qui sia passato anche Annibale quando progettava di attaccare Roma. Crocevia di passaggio tra Nord e Sud Italia, Roccaraso da oltre cent’anni è meta turistica esclusiva dell’Appennino centro meridionale. Non a caso il Touring Club Italia qui è nato nel 1910, anno in cui si svolsero anche le prime gare di sci.

Ma questa zona non vive solo di passato, offre tante attività.

 

Sciaaare… oh oh.

Il turismo da queste parti ha una lunga tradizione. Grazie alla costruzione della ferrovia Sulmona-Carpinone, negli ultimi anni dell’Ottocento Roccaraso è diventata una meta per vacanze sia invernali sia estive. Oggi il comprensorio sciistico dell’Alto Sangro comprende oltre 100 Km di piste da discesa e 60 Km di pista da fondo.

Persino la Coppa del Mondo di Sci ha fatto tappa su queste montagne e il mitico Alberto Tomba qui vinse gli Assoluti italiani nel 1994. E sulle piste di Vallefura a Pescocostanzo ci sono anche due snowpark per gli amanti dello snowboard.

 

 

Snowkite.

La conformazione ad altopiano rende queste zone ideali per uno sport relativamente nuovo ed entusiasmante, lo snowkite, versione invernale del più noto kitesurf. Farsi portare dal vento e volare letteralmente sui panettoni delle piane di Pizzalto, Cinque Miglia e Vallefredda? È possibile. E se sei alle prime armi ci sono anche delle scuole con istruttori esperti.

 

 

Parco della Majella.

A pochi chilometri da Roccaraso si trova poi il centro di uno dei 24 parchi nazionali italiani, dove si può fare un’infinità di escursioni e visite. In questa zona crescono oltre 2.000 specie vegetali, circa un terzo del patrimonio della flora italiana. E c’è pure qualche orso marsicano, ma è meglio non incontrarlo.

 

Una cena all’avventura.

Quando gli impianti di risalita sono chiusi e la notte cala sulle piste è il momento di rifocillarsi.
No, non è la replica di Into the Wild, ma una cena tipica abruzzese nei rifugi di Valleverde, Prato e Fontanile. Per arrivare a tavola si prendono la motoslitta o il gatto delle nevi. Per scendere stesso mezzo di trasporto, perché a piedi si rischia di fare come Fantozzi.