Dormire: 5 consigli per farlo al meglio.

Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato” è l’epitaffio inciso sulla tomba di Walter Chiari.

Probabilmente la sua non era insonnia, ma una vita bohemienne da attore scapestrato. Eppure, insonnia e sonno “cattivo” sono comuni a molte persone. Abitudini sbagliate, orari sballati, consigli inefficaci non aiutano a risolvere il problema. E se contare le pecore – uno, due, tre… centomila – molto spesso non funziona, è forse il caso di sperimentare nuove soluzioni.

 

La solita routine.

 

Il primo consiglio è scontato, anche se piuttosto noioso. Darsi un ritmo costante, andando a letto sempre alla stessa ora, e alzandosi di conseguenza, è un ottimo alleato.

Ma almeno nel weekend, qualche strappo vorremo farlo?

 

Attenzione al cibo!

 

La cattiva digestione è una delle principali cause di un sonno disturbato. Prima di coricarsi, bisogna tenersi leggeri, per scongiurare ore e ore di giravolte nel letto o spaventosi incubi notturni.

Semaforo verde per i cibi ricchi di carboidrati, come riso, pane e pasta; così come frutta dolce e verdure (lattuga soprattutto, che concilia il sonno). Sì anche ai cibi che contengono melatonina, l’ormone che regola il ciclo veglia-sonno, come per esempio salmone, zenzero e mandorle. Al contrario, bisogna evitare cibi e bevande eccitanti come pietanze troppo speziate o caffeina, coca cola ed energy drink, alcol (subito può conciliare il sonno, ma poi lo rende disturbato).

 

 

Dormire sul fianco sinistro.

 

È un consiglio ayurvedico, che segue l’abitudine dei monaci buddisti. I vantaggi presunti (ma sperimentare non costa nulla) sono almeno cinque. Dormire sul fianco sinistro favorisce la digestione e il drenaggio linfatico; stimola la purificazione; aiuta il lavoro del cuore e della milza.

Un vero toccasana da Monaco, non c’è che dire!

 

4-7-8. Tombola? No, la respirazione di Andrew Weill.

 

Dormire in 60 secondi? È quello che promette il medico statunitense Andrew Weill, se si segue il suo metodo di respirazione denominato 4-7-8, basato interamente sulla respirazione yogica pranayama.

Come spiega nel video sotto riportato, occorre per prima cosa fare una grande inspirazione, seguita da un’espirazione profonda e sostenuta. Bisogna poi inspirare per 4 secondi con la bocca chiusa, trattenere il respiro contando fino a sette e poi espirare con la bocca, per otto secondi. Il tutto da ripetere tre volte. Più difficile da spiegare che da farsi.

Risultato? Yahwn… ci è già venuto sonno.

 

 

Scopri di più

 

Via le tecnologie dalla stanza da letto.

 

Dare alla stanza da letto una funzione precisa è un ottimo consiglio. Ossia, quella del luogo deputato al riposo. Questo aiuterà mentalmente ad avvicinarsi al sonno. Nei pressi del letto, occorre evitare troppi schermi ed impulsi elettrici. La luce della tv, così come smartphone e tablet, infatti, interferisce con la melatonina.

Assolutamente da evitare dunque, se ci risvegliamo nel cuore della notte, di dare una sbirciata fugace al cellulare. Tanto mail e notifiche non scappano via. Il sonno invece sì.

 

 

La cipolla nel calzino? Macché!

 

Chiudiamo demolendo una bufala. Ovvero, quella di mettere una fetta di cipolla nei calzini, a contatto con i piedi. È una vecchia storia, che gira in rete e che ancor prima girava via mail, secondo la quale una fetta di cipolla infilata nel calzino è in grado di purificare il sangue, eliminare batteri, germi e patogeni e addirittura di migliorare l’odore dei piedi (questa poi!).

Fortunatamente non è vero. Perché tutti i vantaggi sarebbero spazzati via da un’amara controindicazione: l’impossibilità di avere qualcuno a fianco nel proprio letto, disgustato da tale usanza!