Tatuaggi: i maestri italiani di questa arte.

 

Il rapporto tra l’uomo e i tatuaggi si perde nella notte dei tempi. Basti pensare che il famoso uomo di Otzi, rinvenuto nel 1991 sulle alpi Otzalet, e risalente a circa 5300 anni fa, presenta diversi tatuaggi, in varie parti del corpo, ottenuti sfregando carbone polverizzato su incisioni verticali della cute.

Quando il capitano inglese James Cook approdò a Tahiti nel 1769, sul suo taccuino annotò il rumore onomatopeico del legno picchiettato sull’ago per bucare la pelle. La parola “tattow” nasce proprio dalla storpiatura di quel suono.

 

Per secoli è stata arte ad appannaggio di categorie ben precise, i marinai, per esempio. Oggi la platea dei tatuati è molto più ampia. In Italia sono quasi 8 milioni le persone che hanno almeno un tatuaggio (circa il 12,8% della popolazione). Molti giovani e giovanissimi, ma anche la fascia 35-44 anni è ben rappresentata. Il primo tatuaggio, in media, lo si fa attorno ai 25 anni. E spesso non rimane l’unico.

Scopriamo alcune delle firme italiane più celebri.

 

Gianmaurizio Fercioni, il precursore.

Non è possibile parlare di tattoo in Italia senza partire da Gianmaurizio Fercioni, una vera leggenda, che ha aperto il primo tattoo studio d’Italia (il Queequeg) nel 1972 a Milano. Oggi è diventato anche un museo dedicato a quest’arte, meta imperdibile per chi ama questo mondo. Lo stile di Fercioni – perfettamente Old School – ha fatto scuola.

 

 

Andrea Afferni, nel segno del realismo.

L’uso del chiaroscuro, la tridimensionalità, la massima fedeltà, una vivacità impressionante. I tatuaggi di Andrea Afferni, leva 1976, da vent’anni sulle scene, sono caratterizzati da un realismo esasperato e peculiare, ma sempre con un tocco futuristico e moderno. Vere opere d’arte. Tra i suoi clienti, il rapper Emis Killa e il calciatore Sebastian Giovinco.

 

Marco Manzo, pizzi in bianco e nero.

I tatuaggi di Marco Manzo sembrano pizzi preziosi, sottilissime trame in bianco e nero. Veri tatuaggi ornamentali particolarmente amati dalle donne. Non a caso è il tatuatore preferito da Asia Argento, sul cui petto risplende un fantastico tatuaggio di Manzo, ormai celebre in tutto il mondo, approdato fino ai musei di arte contemporanea. Con lui, l’eleganza ha trovato una nuova forma.

 

 

Pietro Sedda, visioni oniriche senza confini.

A proposito di celebrità. Pietro Sedda, sardo, è stato inserito nella classifica dei 15 tatuatori più bravi al mondo. I suoi sono veri e propri quadri surrealisti, evocatori, incisivi. Visioni oniriche che lasciano senza fiato, quasi sempre declinate in bianco e nero. Recentemente i suoi tatuaggi hanno personalizzato cinque esemplari della Nuova BMW X2. Oltre ogni confine.

 

 

Marco Galdo, nel segno del tribale moderno.

Avete presente il tattoo tribale che ricopre completamente il collo di Fedez? È opera di Marco Galdo, nato nel 1975, uno dei primi a portare il Tribale Moderno in Italia. Lavora nello studio “Trafficanti d’Arte”, nato a Milano nel 2003. I suoi tatuaggi sono un loop di linee e colori che lasciano il segno.

 

Amanda Toy, tatuaggi giocosi.

Colori sgargianti, tratti vivaci, atmosfere sognanti. Le opere di Amanda Toy sono davvero inconfondibili. Lei ha iniziato nel 1996, e oggi è una delle tatuatrici più famose. Il tratto divertente e scanzonato disegna una visione bizzarra della vita. Il suo simbolo sono le bambole che ha inciso su più di una pelle.