Capodanno. Leggende e superstizioni per cominciare bene l’anno.

 

Come ogni momento di passaggio, l’anno nuovo viene atteso con un misto di speranza e apprensione. Per questo motivo la festività di Capodanno è associata a curiosi rituali scaramantici che dovrebbero portare fortuna e serenità. Ecco una piccola guida ai gesti che non dobbiamo tralasciare per propiziare un anno fortunato.

 

Le origini del Capodanno.

Festeggiare il passaggio all’anno nuovo è una tradizione che risale all’epoca romana e al culto del dio Giano. Con il calendario Giuliano, entrato in vigore nel 46 a.C. per volere di Giulio Cesare, il 1 gennaio diventa ufficialmente il primo giorno dell’anno. I romani erano soliti festeggiare in convivi con gli amici, durante i quali c’era l’usanza di scambiarsi in dono un vaso bianco con miele, datteri e fichi, accompagnandolo con ramoscelli d’alloro. Presagi di fortuna.

 

Superstizioni a tavola.

Molte delle superstizioni legate al Capodanno hanno a che fare con la tavola. A partire dal consumo di lenticchie allo scoccare della mezzanotte: un’usanza foriera di abbondanza e ricchezza. Anche i chicchi d’uva sono simbolo di buona fortuna, tanto che in Spagna c’è la tradizione di consumarne dodici, come i rintocchi della mezzanotte.

 

 

E così il melograno, simbolo di fedeltà coniugale che trae spunto dal mito di Proserpina che, dopo aver mangiato questo frutto, fu condannata a passare il resto della vita nell’Ade insieme al suo sposo Plutone.

A tavola poi non deve mancare la frutta secca e lo spumante da stappare a mezzanotte: il botto infatti serve a scacciare gli spiriti maligni (per lo stesso motivo c’è l’usanza di sparare i botti pirotecnici).

 

Vestirsi di rosso.

E la tradizione di indossare un capo rosso, meglio se biancheria intima?
Anche questo rito affonda le radici all’Antica Roma, quando uomini e donne indossavano qualcosa di rosso, colore che rappresentava il potere, il cuore, la salute, la fertilità. E se non piace il rosso? L’alternativa è l’oro, altro colore portafortuna.

 

Baciarsi sotto il vischio!

Appendere alla porta di casa una corona di vischio è una tradizione druidica, ritenuta in grado di scacciare gli spiriti cattivi dalla casa. Baciarsi sotto il vischio, invece, garantisce amore per tutto l’anno. Ma a mezzanotte ricordiamoci di baciare tutti i nostri cari: non solo per condividere un momento di festa, ma anche per assicurare che affetti e legami continuino per i prossimi dodici mesi.

 

 

Attenzione alla prima persona che si incontra per strada. 

Auspici sull’anno in arrivo saranno garantiti anche dal primo incontro che si farà per strada dopo lo scoccare della mezzanotte. È di buon augurio incontrare un vecchio (vuol dire che si vivrà a lungo) o un gobbo (porta sempre fortuna), mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. In Piemonte, invece, porta fortuna incontrare un carro di fieno o un cavallo bianco.

Difficile in città: facciamo che una MINI bianca valga lo stesso?

 

Strane usanze in giro per il mondo.

Se in Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta di casa per far entrare l’anno nuovo, in Giappone, prima della mezzanotte, le famiglie fanno un salto al tempio a bere sakè e ascoltare 108 colpi di gong – uno per ogni peccato commesso durante l’anno – che annunciano l’arrivo del nuovo anno.

In Romania è buona usanza fare gli auguri agli animali che si incontrano, mentre in Grecia il primo ad entrare in casa deve rompere un melograno a terra. Gli abitanti delle isole Samoa, invece, svolgono una profonda pulizia, affinché la polvere dell’anno passato non finisca per sporcare l’anno nuovo.