5 idee per un pranzo di Natale alternativo.

Come recita quel proverbio? “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Niente da fare: per la maggioranza degli italiani il pranzo di Natale è in famiglia, scandito dallo scambio dei regali, una lunga sequela di portate, i dolci, la frutta secca e la tombolata finale. Tutto sempre uguale. In fondo, è il bello delle feste. Ma qualche piccola innovazione non fa male. Vediamo come rendere il nostro pranzo di Natale (un poco) più alternativo.

Impegniamoci per una giusta causa.

Quando ci si ritrova tra parenti e amici per il pranzo di Natale incombe sempre il fantasma del regalo “obbligatorio”, che mette in crisi tutti perché non si sa mai cosa regalare. Una (bella) idea alternativa può essere quella di istituire una piccola raccolta per una giusta causa e di sostituire il presente con una donazione. Esistono molte piattaforme (anche Facebook ha integrato questa funzione) che permettono di donare online. Per riscoprire il vero senso del Natale.

Scardiniamo i posti a tavola.

Il pranzo di Natale è un momento familiare piacevole, a patto che non si prolunghi troppo. Meglio dunque prevedere un antipasto in piedi, per accorciarne la durata. Una volta a tavola, per la soddisfazione di tutti, suggeriamo di creare la tavolata bambini (per i bambini tra i 4 e gli 8 anni). E attenzione: alla tavola degli adulti evitiamo di posizionare tutti gli uomini da una parte e le donne dall’altra. Lo vuole il galateo, ma anche il buon senso.

Iniziamo con un cocktail.

Oltre un italiano su due prepara, regolarmente o saltuariamente, cocktail a casa propria Vedi cocktail e nuove tendenze. Perché allora non cominciare il pranzo di Natale con un buon drink? Il consiglio è di creare un cocktail non troppo impegnativo, a base di frutta di stagione. Meglio se un cocktail conviviale, preparato in una boule o una caraffa, per accorciare i tempi di preparazione.

Il menu? Alternativo e democratico.

Natale non deve per forza significare 25 portate. Anzi. È meglio ideare un menu più light, possibilmente suddiviso in due sequenze, come fossero due quadri. Prima scena con antipasti e assaggi vari di cui ognuno possa servirsi a piacimento. Secondo scena, con zuppe, insalate varie e piatti di sostanza. In questa seconda parte può trovare spazio “il” piatto importante, quello della festa. Nel formulare il menu, ricordiamoci di mettere a tavola anche la verdura, e poi la frutta. Aiuta a non appesantirci troppo e va incontro alle diverse abitudini alimentari.

Non addormentiamoci sul tavolo.

E dopo aver azzannato l’ultima fetta di panettone (o di pandoro)? La palpebra ciondolante è la situazione più comune. Ma la pennichella, con tutto quel che si è mangiato, non è certo la soluzione migliore. Prepariamo in anticipo il percorso di una bella passeggiata, da fare in gruppo. Nulla di impegnativo, ma sarà un modo per cominciare a smaltire e riattivarsi. E per i nostalgici della tombola? Se vi siete dimenticati in soffitta numeri e cartelle, nessun problema. Oggi la tombola è anche online. Basta una connessione, e il gioco (in tutti i sensi) è fatto.