5 finali di Champions League rimaste nella storia.

 

Per quella coppa dalle grandi orecchie c’è chi farebbe follie. Ma in 62 edizioni soltanto 22 squadre sono riuscite ad alzarla al cielo. Sabato 26 maggio, allo stadio Olimpico di Kiev, si sfideranno due compagini che con questo traguardo hanno ampia dimestichezza. Liverpool e Real Madrid, infatti, sono tra le squadre più titolate. Il Real è la più vincente: sono 12 le coppe in bacheca (a fronte di sole 2 sconfitte in finale). Il Liverpool in questa classifica è al terzo posto, con 5 vittorie (e 2 sconfitte), dietro al Milan (7).

Sarà dunque una finale avvincente, tra squadre abituate a non fallire. Predominerà la potenza tecnica di Cristiano Ronaldo o lo sprint furioso di Mohamed Salah? La coppa prenderà la via di Madrid per la terza volta consecutiva, o sarà il Liverpool a tornare al successo dopo 13 anni? Per prepararci all’appuntamento, ripercorriamo 5 finali degli ultimi 20 anni rimaste nella storia.

 

 

1999. Manchester United – Bayern Monaco 2-1.

 

Una delle finali più pazze di sempre. 26 maggio 1999. Nella notte di Barcellona, al 90′ il Bayern si trova in vantaggio, grazie ad un gol di Basler. In porta c’è Kahn, il migliore in quel periodo. Sembra fatta. Ma non è così. Perché al 91′ il pazzo Sheringham, un mito all’ombra di Manchester (e non soltanto per le prodezze in campo) trova il gol del pareggio.

Dopo nemmeno un giro di lancette, al 93′, Solskjaer trova il gol della definitiva rimonta. 2-1 per gli inglesi, e la squadra di Alex Ferguson festeggia così una vittoria clamorosa. Piccolo particolare: sia Sheringham che Solskjaer erano partiti dalla panchina e subentrati nella ripresa.

Non c’è che dire: cambi azzeccati, sir Ferguson.

 

2003. Milan – Juventus 3-2 (ai rigori).

 

Il 28 maggio a Manchester si incontrano le due squadre più titolate d’Italia: Juventus e Milan.

È la prima (e finora unica) finale di Coppa Campioni tra due squadre italiane. La partita non è bellissima, ma molto combattuta. Non bastano 120 minuti per schiodare il risultato dallo 0-0 iniziale. Inevitabile, dunque, la roulette dei rigori. La successione è un mantra che i tifosi di queste due squadre conoscono a memoria: Trezeguet parato, Serginho gol, Birindelli gol, Seedorf parato, Zalayeta parato, Kaladze parato, Montero parato, Nesta gol, Del Piero Gol. L’ultimo a presentarsi sul dischetto è Shevchenko.

Palla da una parte, Buffon dall’altra. Il Milan di Ancelotti si porta a casa la coppa.

 

 

2005. Liverpool – Milan 6-5 (ai rigori).

 

Come dice quel detto? Chi di rigori gioisce…

Due anni dopo, infatti, la lotteria dei rigori non premia la squadra di Milano, al termine di una partita che è un vero luna-park di emozioni. Dopo il primo tempo il Milan vince 3-0, grazie al gol di capitan Maldini e alla doppietta di Crespo. Nella ripresa però, in soli 6 minuti (dal 54′ al 60′), il Liverpool riesce a recuperare il triplice svantaggio. Dopo i supplementari, si va ai rigori. Questa volta Shevchenko fallisce il suo rigore – di fronte a un dinoccolatissimo Dudek – e il Liverpool festeggia nella notte turca di Istanbul. Due anni dopo, nel bis di questa finale, sarà il Milan a vincere per 2-1.

 

2010. Inter – Bayern Monaco 2-0.

 

Arriviamo così all’ultimo trionfo italiano in Champions League. La firma è dell’Inter di Mourinho, l’Inter del Triplete, capace di trionfare in campionato, Coppa Italia ed Europa. La finale, giocata nella cattedrale del Santiago Bernabeu di Madrid, vede la squadra milanese di fronte ai compatti tedeschi. Nelle fila dell’Inter, però, c’è un giocatore che in quella stagione vive uno stato di grazia. È l’argentino Diego Milito, autore in finale di una doppietta. Il secondo è una perla rara. Finta, dribbling, tiro sul secondo palo, e rete. L’Inter così festeggia la sua terza coppa Campioni.

 

2017. Real Madrid – Juventus 4-1.

 

È storia recente. La finale dello scorso anno, celebrata a Cardiff. Il Real si presenta da campione in carica, la Juve è cresciuta a dismisura durante il torneo, arrivando ad annichilire il Barcellona nei quarti di finale.

Il primo tempo è vibrante. A Cristiano Ronaldo risponde Mandzukic con una girata strepitosa. Il secondo tempo però è tutta un’altra partita. Il Real segna tre gol, con Ronaldo, Casimiro e Asencio, trionfando così per la dodicesima volta. Alla Juventus rimane invece la maledizione di questa coppa, che gli sfugge dal 1996, e nella quale hanno raggiunto nove volte la finale, ma perdendo ben sette volte.