I consigli della NASA per dormire come ghiri.

 

Il mondo si divide in due. C’è chi è capace di addormentarsi anche nel mezzo di un concerto trap. E chi invece necessita di buio, silenzio, relax assoluto. E anche nelle condizioni ideali, ancora fa fatica a prendere sonno. Questo articolo è pensato per quest’ultimi.

In loro soccorso arrivano infatti i consigli della NASA, mutuati dall’esperienza dei suoi astronauti, costretti a cicli di sonno e di veglia totalmente sconvolti. La stazione spaziale internazionale gira intorno alla Terra ogni 90 minuti e questo significa che dal suo interno si vedrà sorgere e tramontare il sole ben 16 volte al giorno. Una condizione estrema.

 

Essenziale la regolarità.

Allenare il corpo alla regolarità. È il primo segreto per non andare incontro a disturbi del sonno. Andare a letto, ma anche alzarsi, sempre alla stessa ora è di per sé un ottimo alleato per riposi adeguati. Il sonno dei piloti è gestito da un software che li aiuta a mantenere le abitudini, perché nell’atmosfera artificiale di una navicella spaziale è facile rimanere disorientati.

 

 

Curiamo le nostre abitudini.

Ci sono gesti che “allontanano” il sonno. Altri che lo inducono. Se si vuol riposare meglio, è bene evitare di mangiare cibo pesante prima di andare a dormire – lo spuntino della mezzanotte è garanzia di sonno disturbato, se non si è più teenager – ma anche di rimanere incollati a smartphone e pc fino all’ultimo. La NASA consiglia di spegnere i device almeno 30 minuti prima di coricarsi.

E se di notte ci si sveglia all’improvviso, proviamo a non digitare il pin del nostro cellulare: la luce emessa dal suo schermo riduce infatti la produzione di melatonina, l’ormone del sonno. Anche l’attività fisica troppo intensa nelle ore serali può essere negativa.

 

Rendiamo la stanza confortevole.

Un contesto rumoroso non è certo il luogo ideale per addormentarsi. E chi fatica ad addormentarsi sa bene che anche il più lieve dei rumori, o una luce, può compromettere il relax. Lo impone la natura stessa dell’uomo, poiché i ritmi circadiani sono condizionati da luci e oscurità.

La stanza da letto deve avere fonti luminose discrete, meglio se a led, in grado di cambiare colore e intensità a seconda delle esigenze. Attenzione anche alla temperatura: quella ideale dovrebbe variare tra i 15 e i 18° C (i freddolosi si dotino di una coperta un po’ più spessa). Per fastidiose fonti di rumore, anche gli astronauti utilizzano un trucchetto antico e assai poco tecnologico: quello dei tappi nelle orecchie.

 

Impariamo a rilassarci.

Ci siamo coricati all’ora giusta, dopo una cena discreta, in una stanza rilassante, eppure non riusciamo a chiudere occhio? Se nel contare le pecore non ci basta un intero gregge, proviamo con le tecniche di rilassamento. Concentrarsi sul respiro, in una lenta successione di inspirazioni ed espirazioni profonde, è un metodo che aiuta a rilassare ogni muscolo del corpo. Lo praticano anche gli astronauti, a migliaia e migliaia di km da terra. Se funziona per loro, perché non dovrebbe funzionare per noi?

 

 

Il consiglio inaspettato: via libera a tè, caffè e cioccolato.

Tè, caffè e cioccolato fanno bene, se assunti nelle dosi corrette. Merito dell’alcaloide presente nelle piante da cui si ricavano questi alimenti e bevande. Tanto che alla NASA ne consigliano il consumo anche prima di coricarsi. Chi l’avrebbe detto, eh?

Tra tutti i consigli, manca forse il più importante: un letto (e un cuscino) comodo. Impossibile farne senza.