La nuova tendenza dei cocktail? Prepararli a casa!

Andiamo a prendere un aperitivo?”. La miscelazione sta vivendo un vero e proprio periodo d’oro, incentivato da una qualità diffusa, tanto nelle grandi città quanto in provincia. Chi ama bere drink ha scoperto nuovi locali, nuove ricette, nuove formule. All’orizzonte c’è una nuova tendenza: sono sempre di più le persone che amano prepararsi un drink a casa. Ecco i consigli per iniziare.

Attrezza il tuo bar.
Mai come oggi è semplice attrezzare un bar casalingo. A partire dalle bottiglie, facilmente reperibili al supermercato o in una buona enoteca. Non serve un grande investimento. Per cominciare scegli un paio di basi alcoliche (per esempio gin e vodka, oppure whisky e rum, a seconda dei propri gusti), aggiungi un vermouth, un bitter, magari acqua tonica o ginger beer, agrumi freschi (limone, lime, arancia).

Hai tutto il necessario per fare diversi classici. Per gli attrezzi, con pochi euro si può acquistare un set completo. E il divertimento inizia.

Attenzione al ghiaccio.
C’è un ingrediente ingiustamente sottovalutato, eppur fondamentale per realizzare un buon drink. È il ghiaccio, necessario per raffreddare correttamente il cocktail, rendendolo perfetto. Bisogna sempre avere in freezer molto ghiaccio: nei tradizionali stampi, ma vanno bene anche bicchieri di plastica (per creare cubi più grandi, molto scenografici). Ricordiamo: no ghiaccio, no party.

Occhio alle dosi.
Fare un buon cocktail non è difficile, ma sbagliarlo è facilissimo. Le proporzioni nel bicchiere sono infatti millimetriche, le dosi minime. Per non sbagliare, bisogna seguire le ricette con scrupolo, andando a misurare con precisione i liquidi usati. In questo è fondamentale il duplice misurino usato dai bartender (in gergo tecnico, si chiama jigger).

Non tutto si shakera.
C’è uno strumento che più di tutti incarna lo spirito del barman. È lo shaker. Ma non sempre è necessario utilizzarlo. Molti cocktail si costruiscono direttamente nel bicchiere (per esempio il Negroni). Altri necessitano un passaggio nel mixing glass, ovvero un grande bicchiere dove è più facile mescolare e raffreddare il drink (a casa va benissimo una brocca per l’acqua). E lo shaker? Si utilizza in presenza di ingredienti viscosi, grassi densi o con molecole pesanti, come ad esempio succhi di frutti, prodotti a base di latte e il bianco d’uovo.

Vai con i classici.
Con quale cocktail partire? I grandi classici non mentono mai e raramente sono troppo complicati. Un Negroni o un Americano sono ottimi aperitivi, al pari dei drink a base di vino, come lo Spritz e l’Hugo. Un Moscow Mule, assai di moda, è semplicissimo da preparare (vodka, ginger beer, lime). Così come il gin tonic (gin e acqua tonica). Nel dopo cena, vai di Manhattan, Old Fashioned o, perché no, un White Russian fatto come si deve, per sentirsi come Jeff Bridges nel Grande Lebowski.

Scegli buoni libri.
Sono molti i libri scritti attorno al mondo della miscelazione, utili per chi vuole cimentarsi e conoscere meglio questo mondo. Ben fatto è il Manuale del Barman, edito da Giunti, un vero caposaldo.

Piacevole nella lettura Cocktail Safari (Tecniche Nuove), viaggio avventuroso nella storia di oltre 70 drink, corredato dalle illustrazioni di Andy Fluon (già componente del gruppo musicale Bluvertigo). Tra manuale e racconto, e ideale per chi vuole cominciare, c’è Bartender a casa tua (Cairo Editore), pensato proprio per chi vuole prendere in mano lo shaker tra le mura domestiche.