5 strade panoramiche per 5 trekking all’aria aperta.

 

Oltre al sole, la primavera porta con sé due voglie: desiderio di stare all’aria aperta e spirito di movimento. Un concentrato di emozioni e di energia da soddisfare con la guida open air della Nuova MINI Cabrio o con la MINI Countryman, in grado di portarti dove le altre non riescono ad arrivare. Per chi non sa rinunciare allo zaino nel bagagliaio, ecco cinque strade panoramiche da percorrere in auto che portano a trekking altrettanto mozzafiato.

 

Passo Pordoi.

Un nome che porta alla mente memorabili imprese su due ruote e che ha scritto pagine storiche di ciclismo (non a caso in cima è stato eretto un busto proprio in memoria di Fausto Coppi). Posto lungo la strada statale 48 delle Dolomiti, il passo è situato tra il Gruppo del Sella a nord e il gruppo della Marmolada a sud, e congiunge Arabba con Canazei.

Insomma, una lingua di asfalto immersa in quello che l’Unesco ha definito patrimonio dell’umanità: le Dolomiti. Il culmine è posto a 2239 mt sul livello del mare e dopo aver percorso i mitici tornanti del passo si può intraprendere a piedi l’impegnativa salita al Sass Pordoi (in alternativa si può prendere la funivia). In vetta al Sass si dipanano poi diversi sentieri, fra cui quello che porta al celeberrimo Piz Boè (3152 mt).

 

 

Rifugio Auronzo.

I punti di partenza possono essere due: da Cortina d’Ampezzo o da Auronzo di Cadore. Nel primo caso è necessario svalicare il passo Tre Croci, nel secondo, invece, una volta lasciato alle spalle il lago è sufficiente seguire la statale delle Dolomiti. In entrambi i casi il punto di unione è il meraviglioso lago di Misurina, da cui ci addentra all’interno del Parco Naturale delle Tre Cime.

Gli ultimi km sono da percorrere quasi in prima per la forte pendenza, ma una volta giunti al Rifugio Auronzo ne sarà valsa la pena. Da qui le possibilità di escursione sono diverse: il classico giro attorno alle Tre Cime di Lavaredo oppure la variante che, passando per il rifugio Locatelli, aggira il monte Paterno.

 

Litoranea delle Cinque Terre.

Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Ovvero: le Cinque Terre, cinque borghi gioiello affacciati sulla costa del levante ligure tra muri a secco, macchia mediterranea e vigne di Sciacchetrà. Sono raggiungibili anche in macchina, attraverso la strada statale 370, la cosiddetta Litoranea delle Cinque Terre, che corre a 400 mt sul livello del mare.

La si può percorrere in un senso o nell’altro e, una volta posata la macchina, ci si può incamminare lungo la conosciutissima via dell’Amore, sentiero a picco sul mare che congiunge Riomaggiore a Manarola.

 

 

Passo delle Capannelle.

È una delle strade più belle del centro Italia, circondata dalla catena appenninica del Gran Sasso e i Monti della Laga e collega la provincia di Teramo con quella de L’Aquila, lungo la cosiddetta Strada maestra del Parco. Panoramica e immersa in scenari selvaggi dove regna solo la natura e dove luoghi incantati e ambienti incontaminati nascondono angoli di rara bellezza, come l’ultimo tratto che si spinge a 1.300 metri di altitudine. Dalla vetta del passo è possibile arrivare a piedi fino al rifugio Panepucci Alessandri e al monte San Franco.

 

 

L’anello dell’Etna.

Partendo da Taormina, che con il suo teatro greco e l’Isola Bella rappresenta uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della Sicilia, si segue la Strada Statale 120 in direzione Bronte. Obiettivo finale: Rifugio Sapienza. Tornanti suggestivi a metà fra l’azzurro del mare e il nero del vulcano, all’ombra della montagna più alta dell’isola: l’Etna.

Giunti al rifugio, vera e propria finestra sul massiccio a 1910 metri s.l.m, i sentieri da intraprendere zaino in spalla sono una miriade. Uno su tutti: quello della Valle del Bove, dall’aspetto inospitale e ostile, ma tremendamente affascinante.