40 anni di Goldrake, un robot rivoluzionario.

 

40 anni fa, esattamente il 4 aprile 1978, faceva il suo ingresso nelle case degli italiani uno dei cartoni animati più amati di sempre, Goldrake. La saga giapponese ideata dall’autore manga Go Nagai è stata rivoluzionaria sotto diversi aspetti, e ha creato un immaginario tutto nuovo nei ragazzini dell’epoca. Ecco alcuni motivi per cui Goldrake è unico.

 

Il primo robot.

Goldrake è stato il primo e il più amato tra i cartoni animati giapponesi sui robot arrivati in Italia. Nonostante le feroci critiche di adulti spaventati dai contenuti piuttosto violenti, ebbe subito un successo enorme. Pochi sanno che in realtà Goldrake è il terzo cartone di una saga iniziata con Mazinga Z e Il Grande Mazinger, che però nel nostro paese arrivarono dopo.

L’era dei robot era iniziata.

 

Una fiaba cibernetica.

Nelle 70 puntate di Goldrake viene raccontato un mondo inedito per gli standard di allora, con personaggi complessi e fantastici. Oltre alle polemiche che caratterizzarono la sua uscita, ci fu anche chi lo difese da subito, come lo scrittore e pedagogista Gianni Rodari, che intravide nella storia di Actarus e degli altri protagonisti gli elementi più classici della fiaba.

 

Alabarda spaziale!

Protagonisti della saga sono la lotta del bene (Goldrake) contro il male (I Vegani), la difesa del pianeta terra e, soprattutto, le micidiali armi a disposizione dei paladini dei bambini cresciuti negli anni Settanta e Ottanta.

Goldrake, per esempio, ha il maglio perforante, l’alabarda spaziale, le lame rotanti, persino il tuono spaziale. I Vegani non avevano scampo.

 

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Una sigla indimenticabile.

Esiste un quarantenne di oggi che non ha mai sentito parlare di “circuiti di mille valvole”, “libri di cibernetica” e “insalata di matematica”? Probabilmente pochissimi non sanno che sono parole della sigla di Goldrake. Sia il brano iniziale che quello finale furono tra i singoli più venduti del 1978, raggiungendo persino il milione di copie.

 

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Un libro tutto per lui.

Goldrake ha avuto un’influenza tale che il giornalista Massimo Nicora nel 2017 gli ha dedicato un libro intitolato C’era una volta Goldrake, la vera storia del robot che ha rivoluzionato la TV italiana. Un tomo di oltre 600 pagine in cui viene ripercorsa tutta la sua storia e le vicende, non sempre chiarissime, che lo hanno portato in Italia. Pochi sanno per esempio che il titolo originale giapponese era UFO Robot Grendizer, ma siccome l’edizione italiana arrivò dalla Francia, a causa di un errore di traduzione venne chiamato Atlas UFO Robot. Tutti però lo conosciamo semplicemente come Goldrake.