25 anni dopo il primo SMS.

Prima c’erano i telefoni fissi, in alcuni casi uno per più famiglie (chi si ricorda il duplex?). C’erano le cabine telefoniche, che quando le schede sostituirono i gettoni sembrò già una rivoluzione. Poi comparvero questi oggetti miracolosi, i telefoni cellulari, e tutto cambiò.

Prima ancora della diffusione di internet, uno strumento ha modificato a fondo il nostro modo di comunicare, i tempi, il linguaggio, e persino le nostre abitudini. È l’SMS (Short Message Service).

Il primo messaggino venne spedito il 3 dicembre 1992 da un computer verso un cellulare, in Inghilterra. Due mesi dopo, è partito il primo messaggio tra due dispositivi mobili.

 

SMS mania.

Certo oggi ci sono WhatsApp, Messenger e compagnia bella. Ma tra gli anni Novanta e i Duemila ebbero un vero e proprio boom. Basti pensare che tra il 2004 e il 2008 il numero di messaggi inviati è quasi decuplicato, da 500 miliardi a 4.100 miliardi.

 

 

Nel 2015 questi numeri astronomici sono ancora aumentati, fino a 20 miliardi di SMS al giorno. Nel frattempo, però, l’arrivo delle app di messaggeria online ha alzato ancora l’asticella. WhatsApp nel 2015, secondo uno studio di Economist, ne registrava 30 miliardi al giorno. Intanto nel 2005 la rivista scientifica Medical Journal of Australia descriveva la tendinite da SMS al dito pollice.

 

Tvtttb.

Come l’SMS ha cambiato il nostro modo di comunicare? 160 caratteri è lo spazio limite impostato inizialmente. Più generoso dei 140 di un tweet, ma non troppo. Il T9 apriva poi la strada della scrittura selvaggia. Ora con emoticons ed emoji non servono neanche più le lettere. Ma l’introduzione di abbreviazioni e acronimi ha reso i nostri messaggi spesso indecifrabili per gli amanti della cara vecchia grammatica italiana. Tvb, cmq, xo, xché, grz…etc etc etc.

Nel 2005 un’azienda inglese ha lanciato gli Stealth text, che scomparivano nel nulla dopo pochi secondi. “Questo messaggio si autodistruggerà tra 40 secondi”. Concetto che la app Snapchat ha sdoganato e reso celebre più di recente.

 

 

Infine, c’è persino un uso dei messaggini degno di James Bond. I cosiddetti Silent SMS sono testi che non vengono visualizzati né notificati al destinatario, ma chi li manda può tracciare la posizione del ricevente. Pare che la polizia tedesca nel 2010 ne abbia inviati mezzo milione per inseguimenti virtuali.

A proposito. Cosa c’era scritto in quel primo glorioso messaggio del 1992? Beh, a inizio dicembre cosa si può scrivere se non: Merry Christmas!