L’ordine naturale dei sogni...

Se il rock diventa il biglietto per il futuro

No, i film da regista di Ricky Gervais – comico e attore inglese, molto più celebre in Inghilterra e Stati Uniti che in Italia – non hanno ottenuto l’attenzione che meriterebbero, mai. Ma se l’esordio de Il Primo dei Bugiardi peccava di un eccesso di ambizione, la seconda prova intitolata L’ordine naturale dei sogni è un sentito affresco dell’Inghilterra di provincia degli anni Settanta (mai visto in Italia), una storia vissuta da tre ragazzi che si stanno per avvicinare all’età adulta e sognano di fuggire dall’unico destino che può offrire la loro Cemetery Junction, paesino industriale vicino a Reading: quello di operaio, ovvero lo stesso lavoro svolto dai loro padri.

Per il candido Freddie, il buffo Snork e l’insofferente Bruce la scoperta del rock, parallela a quella della possibilità di un sentimento nei confronti di una creatura femminile, aprirà i loro orizzonti mentali e intellettuali: cercheranno così di prendere le distanze dalle famiglie ma anche da una condizione lavorativa che non gli permette di affermare le proprie inclinazioni. Il punto di forza della pellicola? La sincerità con cui Gervais ritrae i personaggi e la noia di una realtà avara di sorprese: in questo senso, il rock è uno squarcio nel buio che permette di far intravedere un altro mondo, che può essere soltanto immaginato, ma che ha sembianze stravaganti, libere, anticonformiste.

Le stesse sembianze che si possono formare nella mente ascoltando le note ribelli di brani come Saturday Night’s Alright di Elton John, Amazona dei Roxy Music, All The Young Dudes di David Bowie, per arrivare fino ai titoli di coda con i sette emozionanti, fondamentali minuti di The Rain Song dei Led Zeppelin. L’ordine naturale dei sogni ha poi il merito di aver lanciato la carriera di Felicity Jones, che tre anni più tardi sarà candidata all’Oscar per La teoria del tutto, ma non è l’unico volto noto di un cast di primissima fascia (c’è anche lo stesso Gervais, padre operaio) perché i suoi genitori sono interpretati da Ralph Fiennes e da Emily Watson, mentre il capo e collega di Freddie è un ambiguo Matthew Goode, subito riconoscibile dallo spettatore più attento: era il ricco fidanzato di Scarlett Johansson in Match Point. Motivo in più per (ri)scoprire un grande film. 

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