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Moci: psichedelia e cantautorato

C’è un’etichetta indie romana che si chiama Sbaglio Dischi. La sua particolarità? E’ la label che negli ultimi anni ha regalato al mondo del pop italiano dei campioni di pubblico come Thegiornalisti, Levante e Coez. Quindi è bene fare attenzione a qualsiasi suo… vagito. 

Quello più recente riguarda Moci, ragazzo del 1997, già da qualche mese additato come predestinato e appesantito dal fardello di “next big thing”della scena musicale capitolina. Il suo ultimo singolo, intitolato “Pensieri bellissimi”, è l’antipasto sia di un album atteso per la fine dell’anno, sia della sua intera essenza artistica.

Il mix che lo ispira e caratterizza è peculiare: nella sua musica troviamo echi di De Gregori a fianco di quell’indie rock britannico che nei primi anni Novanta aveva portato al successo band come gli Slowdive. Ma soprattutto un tono e un suono che personalizza l’ItPop romano alla Calcutta che tanti proseliti sta mietendo attraverso la psichedelia dei migliori cantautori americani della realtà odierna, come Mac DeMarco.

Antenne drizzate, dunque, per Marco Colagrande (così Moci all’anagrafe) ed appuntamento – prima dell'album – con un già preannunciato singolo estivo.

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