Rafting: guida alla prima volta.

Lo chiamano “battesimo del fiume”. Come tutte le prime volte, è un’emozione che non si scorda, un’attesa che provoca entusiasmo, ma che può comportare anche qualche piccola paura. Mettiamole da parte: il rafting è uno sport per tutti. Basta cominciare gradualmente. All’inizio, non c’è nulla di meglio che affrontare un paio d’ore di soft rafting, per prendere confidenza.

E poi chissà che il scendere in gommone per un torrente alpino, tra schizzi, piccole cascate, rocce e svolte, non diventi un’attività irrinunciabile, in sintonia con il carattere dell’autentico Mini Lover. Per tutti gli altri, c’è sempre il mare piatto d’agosto, e la sua spiaggia assolata…

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Rafting: i requisiti.
Ai novizi può sembrare uno sport estremo. In realtà è meno “pericoloso” di quanto possa apparire. Soprattutto se si tratta della versione “soft”, praticamente adatta a tutte le età. Basta saper nuotare (capacità di andare sott’acqua compresa), ed essere in buono stato di salute. Generalmente le attività di rafting sono frequentabili dai 18 ai 60 anni. Ma quando si parla di soft rafting l’asticella scende fino ai 4 anni. Insomma, un’attività veramente a portata di tutti.

 


La giusta attrezzatura.

Per il battesimo del fiume occorre ovviamente affidarsi a un rafting center affidabile. Per affrontare la prima discesa in gommone non occorre acquistare nulla di particolare, perché tutta l’attrezzatura tecnica necessaria verrà fornita: una buona muta di neoprene da 3 millimetri (l’acqua è gelida, anche d’estate!), i calzari del medesimo tessuto, un giubbotto salvagente, il casco, la pagaia e la giacca d’acqua.

 

 

Come presentarsi.

Basta dunque portare un costume da bagno (per i maschi, meglio lo slip dei bermuda, che finiscono con lo sfregare contro la muta), una maglietta, un paio di pantaloncini, e un cambio. Per i più freddolosi, soprattutto se l’attività si svolge in autunno-inverno, è assai utile una calzamaglia e una maglietta termica, da indossare sotto la muta. Per il dopo attività, infine, occorre ricordare il necessario per la doccia.

Attenzione ai consigli degli istruttori.

Prima di prendere posto sul gommone, gli istruttori sveleranno i fondamentali per gestire il movimento in acqua. Chiunque non vedrà l’ora di cominciare, ma è bene prestare attenzione a ogni consiglio: bisogna infatti apprendere i comandi (avanti, indietro, avanti tutta, destra indietro sinistra avanti, sinistra avanti destra indietro, sul fondo, etc.) per non essere d’intralcio nelle manovre in acqua. L’istruttore spiegherà anche come utilizzare la pagaia: è fondamentale sincronizzarsi con il compagno di fila.

 

 

I trucchi dell’esperto.

Ci sono infine una serie di trucchetti di cui è meglio tener conto, per non incappare in spiacevoli disavventure. Chi porta gli occhiali (da sole o da vista), faccia attenzione ad assicurarli con una cordicella. C’è il casco, è vero, che li protegge da improvvisi sbalzi, ma è preferibile una precauzione in più.

Analogamente, occorre assicurare con molta attenzione GoPro e attrezzature simili. Ad esempio usando una cordicella elastica per fissare il nastro della microcamera al casco.
Ultimo consiglio, quasi lapalissiano: sul gommone vanno portate soltanto attrezzature (cellulari, macchine fotografiche) waterproof. E buon divertimento!