10 (piccoli) gesti quotidiani che salvano il Pianeta.

Impronta ecologica. È quanto l’uomo pesa sulle risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Ciascuno di noi consuma più di quanto la Terra possa sostenere. Sono i nostri stili di vita, la società in cui viviamo, a determinare questo squilibrio. Ma con piccoli gesti quotidiani possiamo affrontare con consapevolezza questa situazione, cercando di dare il nostro contributo.


Il primo pilastro: la raccolta differenziata.

In Italia ogni abitante produce in media 500 kg di rifiuti all’anno. La raccolta differenziata – carta, plastica, vetro, compost – aiuta a ridurre il peso di questi rifiuti. Informiamoci sulle regole in atto nel nostro Comune per non sbagliare bidone.

 

La plastica? Il primo nemico.

La plastica sta soffocando il Pianeta. Lo dicono tutti gli scienziati, ce lo raccontano il mare e i suoi abitanti (i pesci) sempre più inquinati dalle microplastiche. L’Unione Europea ha decretato l’addio, per il 2021, delle plastiche monouso (piatti, posate e cannucce). Ma i primi a doversi imporre nuove abitudini siamo noi. Una borraccia nella borsa, al posto della bottiglia di plastica, è il primo passo.

Attenzione al packaging.

Molti prodotti hanno packaging eccessivi, che richiedono un forte sforzo per lo smaltimento. Dove possibile, privilegiamo prodotti “sfusi” o dai packaging ridotti. L’ambiente ci ringrazierà.

 

Riduciamo l’uso dell’acqua.

Più di 2 miliardi di persone al mondo non dispongono di acqua potabile in casa. Basta questo dato, e una breve interruzione di servizio nella nostra casa, per capire quanto sia prezioso un bene – l’acqua – che diamo per scontato. Sprecarla è un atto poco lungimirante ed egoistico. Accorciamo una doccia troppo prolungata, chiudiamo il rubinetto mentre ci laviamo i denti, non lasciamo scorrere l’acqua senza motivo.

Scegliamo un’auto ibrida o full electric.

Le vecchie auto – a diesel o benzina – inquinano molto di più. Un’auto ibrida – come la bellissima MINI Countryman Plug-In Hybrid – o full electric è una scelta che abbraccia la mobilità del futuro. Anche il nostro stile di guida influenza i consumi e, dunque, le emissioni. Evitare accelerazioni inutili, cercare di prevedere il traffico, mantenere l’auto in ordine aiuta a consumare meno carburante. E per tragitti di poche centinaia di metri, proviamo ad usare le nostre gambe.

 

Stampiamo quando necessario.

La carta è riciclabile, ma quando è possibile riduciamone l’utilizzo. Prima di stampare un documento o un biglietto del treno, chiediamoci se è davvero indispensabile. Probabilmente no sarà la risposta più frequente.

Facciamo scelte consapevoli in cucina.

Mangiare è un atto agricolo” è il titolo di un famoso libro dello scrittore-ambientalista Wendell Berry. “Il cibo è un atto politico” ha rilanciato Alice Waters. In effetti, il cibo arriva sulle nostre tavole dopo aver fatto un lungo percorso di cui occorre essere consapevoli. Ridurre gli sprechi alimentari è il primo atto green. Limitare il consumo di carne (il ciclo di produzione della carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra) è altrettanto importante. Scegliere prodotti di stagione, possibilmente locali e bio, significa mangiare meglio e rispettare l’ambiente.

Illuminiamo con i LED.

Costano un po’ di più, ma il piccolo investimento si ripaga nel giro di un anno. Perché le lampadine led consumano il 93% rispetto alle lampadine fluorescenti e il 43% rispetto alle alogene. E anche la durata si moltiplica: una lampadina a led dura in media 50.000 ore, contro le 10.000 di quelle alogene e le 1000 di quelle a incandescenza.

Elettrodomestici. Sempre in classe A (magari col +).

Il consumo di un elettrodomestico ad alta efficienza energetica è nettamente inferiore rispetto ad uno in classe più bassa. Ad esempio, un frigorifero di classe A++ dalla capacità di 350 l consuma circa 155 kwh all’anno. Lo stesso frigorifero di classe A+ ne consuma più del doppio (320 kwh). Anche l’incidenza in bolletta, ovviamente, risulterà dimezzata.

 

Caldo e freddo, con criterio.

C’è chi d’estate imposta il climatizzatore a 16 gradi, per poi scaldare in inverno fino a 25 gradi. Nulla di più scorretto, per l’ambiente e per le proprie tasche. D’inverno la temperatura ideale è tra i 18 e i 22 gradi, e al risparmio energetico contribuiscono una buona caldaia a condensazione e le valvole termostatiche ai caloriferi.

In estate, più che raffreddare, è molto importante deumidificare l’ambiente. In fase di acquisto, scegliete un climatizzatore con programma di deumidificazione. Anche qualche pianta domestica contribuisce ad assorbire umidità e ripulire l’aria.