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“Mentale strumentale”: riecco i Subsonica

Il 24 aprile ha preso forma l’aspettativa che era montata in settimane di piccoli segnali. Sui canali social ufficiali dei Subsonica erano comparse, sibilline, alcune clip ed i fans si erano messi in allerta. E poi, a sorpresa, l’annuncio ufficiale del nuovo disco della band torinese, "Mentale strumentale", pubblicato a distanza di pochi mesi dal progetto "Microchip temporale" (il remake di "Microchip emozionale" che ne aveva celebrato il ventennale).

"Mentale strumentale" è un album che Samuel, Boosta e compagni avevano registrato e completato nel lontano 2004, solo per poi lasciarlo nel cassetto per oltre quindici anni. Alcuni brani sono stati già pubblicati, come "Cullati dalla tempesta", che venne usata nel 2006 come sonorizzazione per un cortometraggio di Roberto Rossellini. Ma è la storia dell’intero disco ad essere particolare. Fu concepito e realizzato in due settimane frenetiche di lavoro in uno studio di registrazione a Piazza Vittorio a Torino, due settimane che la band utilizzò all’insegna della sperimentazione sonora e artistica più spinte. La casa discografica di allora, però, non gradì e l’album venne rifiutato, restando nella disponibilità della band che, tuttavia, si sarebbe nutrita nei due decenni successivi delle suggestioni che aveva messo insieme, guardata dall’alto dalle stesse muse di Brian Eno e dei Radiohead il cui “Amnesiac” li aveva fulminati.

Il lieto fine, oggi, è addirittura doppio: le royalties dell’album, infatti, sosterranno la Fondazione Caterina Farassino, impegnata con il progetto “Respira Torino” a supportare gli ospedali di Torino e Asti, mediante la fornitura di dispositivi per l'emergenza sanitaria.

Cheapeu, Subsonica.

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