Matthew McConaughey e l’epica del football americano...

We Are Marshall...

Borges sosteneva che gli Stati Uniti – pur avendo alle spalle una storiografia intensa ma relativamente breve – non avevano mai sviluppato un’epica storica, applicando invece il senso dell’epicità alla loro cultura sportiva. Tesi affascinante, che si sposa con un’altra epica a stelle & strisce, ovvero quella di Hollywood. Cinema e sport, capaci di influenzare le culture di mezzo mondo. Ecco, il titolo che vi consigliamo questa settimana è un inedito di lusso dedicato al football americano e a una storia vera: We Are Marshall.

Datato 2006 e diretto da McG, la pellicola prende spunto da una triste storia vera: nel novembre del 1970, l’aereo con a bordo gran parte dello staff e dei giocatori della squadra di football della Marshall University si schiantò, gettando la cittadina di Huntington nella disperazione più totale. Ad alleviare il dolore proveranno il nuovo e anticonformista coach, Jack Lengyel, che insieme all’infortunato capitano della squadra Nate e l’allenatore in seconda Dawson, riusciranno ad onorare, ricordare e omaggiare i caduti della Thundering Herd.

Perché We Are Marshall? Perché è l’esempio perfetto della nobile epica sportiva americana, dei valori, del suo orgoglio che va oltre qualsiasi ostacolo. Interpretato da un Matthew McConaughey dal sorriso sbilenco – qui nel passaggio tra il cinema superficialotto degli inizi a quello autoriale – accompagnato da un cast mica male che va da un’allora lanciato Matthew Fox (la star di Lost), fino a Kate Mara, Ian McShane, January Jones e Anthony Mackie, la pellicola gira attorno al senso di rinascita e di hard rising: commuove nei giusti punti, esalta una retorica necessaria, intrattiene nelle scene sportive, riprese da una telecamera asciutta e veloce. Un cinema di cui abbiamo bisogno.

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