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L'acqua cheta

ll classico più famoso del Teatro Fiorentino. Nella notte di capodanno tra 1907e il 1908 al teatro Alfieri di Firenze si festeggiava il grande attore Andrea Niccoli che si preparava a partire per l’America per una tournée. Il commediografo Augusto Novelli fu invitato sul palco a parlare e riuscì a persuadere l’attore a tentare la fortuna con un nuovo progetto teatrale, una commedia che rappresentasse la nascita di un nuovo tipo di teatro: il teatro popolare in vernacolo fiorentino, impegnandosi a scrivere il copione prima della partenza. La commedia, in tre atti, debuttò il 29 gennaio 1908 al teatro Alfieri di Firenze con il titolo “L’acqua cheta”. Da allora ha avuto innumerevoli rappresentazioni, sia come lavoro in prosa, sia come operetta (l’adattamento musicale di Giuseppe Pietri è del 1920) e nel corso della sua storia sulla scena ha subito un’evoluzione che ne ha modificato notevolmente la forma, il linguaggio e la stessa gerarchia dei personaggi. Confermando le intenzioni di Novelli, il pubblico e le compagnie che nel corso degli anni l’hanno messa in scena, l’hanno fatta propria intervenendo sul testo, sulle scene e sui personaggi con tagli e aggiunte nate dall’improvvisazione degli attori e dal gradimento del pubblico. Lo spettacolo è un omaggio alla vecchia Firenze, quella prima dei turisti, prima dell’alluvione, prima del fascismo, prima della grande guerra... in ogni caso quella “prima” di un qualche disastro che le ha cambiato i connotati. L’ambientazione è quella originale, il cortile di una casa popolare di San Niccolò nel mese di settembre, proprio nei giorni della tradizionale festa della Rificolona.

Le date
dal 26 al 29 dicembre Firenze, Teatro di Rifredi
 

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