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La Locandiera

La locandiera di Goldoni dai Memoires ai giorni nostri.
Firenze, luogo della sciacquatura in Arno manzoniana ma anche goldoniana, questo il luogo in cui agiscono le figure di una apparentemente spensierata commedia amorosa in cui però il non detto, il non desiderato, il non voluto diventano parole schiette, desideri e voglie. Il tutto in lingua italiana che dà a questa commedia un carattere universale e squisitamente moderno. Partendo dai Memoires goldoniani, in cui lo stesso Goldoni afferma di essere partito da bambino giocando con delle piccole poupettes a costruire i suoi testi e a pensare che non bastava più un canovaccio ma era necessario un testo, il regista Andrea Chiodi ha immaginato che gli attori potessero proprio interagire con questo mondo dell’infanzia di Goldoni e dialogare di volta in volta con delle piccole bambole che rappresentino in modo efficace i rapporti tra i personaggi e la straordinaria macchina teatrale che è “La locandiera”.

Tutto si svolge intorno ad un grande tavolo, tavolo da gioco e tavolo da pranzo, dove è molto chiaro cosa avviene sopra, meno chiaro invece cosa avviene sotto, in questa Locandiera che è sicuramente la rappresentazione del Don Giovanni letterario ma al femminile, con i personaggi che appariranno e scompariranno tra la moltitudine di costumi del repertorio del teatro di Goldoni. Un gioco insomma che coinvolgerà i protagonisti nel mondo caro a Goldoni, dalle maschere che se ne vanno, ai costumi del repertorio fino alle sue amate poupettes dell’infanzia.

Le date
6 novembre Livorno, Teatro i quattro mori
10 dicembre Varese, Teatro Openjobmetis
dal 23 al 25 gennaio Firenze, Teatro di Rifredi

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