Joyce Carol Oates: Il collezionista di bambole

Pronti per il terrore allo stato puro? In sei racconti neri di Joyce Carol Oates arriva dritto al cuore e alla pancia attraverso sei bambole barbaramente uccise: prima animate, vengono invece condannate a tornare mute e immobili, in fila nei loro lettini di paglia, gli occhi di marmo spalancati sull’orrore. 

Joyce Carol Oates mescola prede con predatori trasformati in prede e scaraventa il lettore nel baratro più oscuro e profondo dell’immaginazione. Il suo universo narrativo è il nucleo scuro e pulsante della società americana che, sotto la patina di un provincialismo perbenista, non riesce a celare un volto autentico e sinistro, inquietante, composto da personalità alienate, bestie primitive e fragili vittime abbandonate a se stesse. 

Una bambina viene adescata con lusinghe carezzevoli dal padre dell’amichetta e data in pasto a un essere mostruoso e un’ereditiera è stritolata in una morsa di paura da creature ancestrali affiorate dagli abissi di un paradiso equatoriale. E via di questo passo.

Con “Il collezionista di bambole”, restituendo al genere nero quel suo naturale ma sinistro candore, Joyce Carol Oates torna a scandagliare la crudele vulnerabilità umana, riecheggiando le gesta letterarie di maestri del genere come Poe, Lovecraft e Ligotti.