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Io non sono un gabbiano

“Una commedia con poca azione e un quintale d’amore”: così Cechov presenta il Gabbiano all’editore Suvorin. Nella nostra riscrittura a dominare le relazioni tra i personaggi è un amore inquinato dal bisogno di essere considerati, un amore performativo che reclama attenzione. Io non Sono un Gabbiano si apre con il funerale di Arkadina: la comunità si riunisce per ricordare la grande attrice. Le orazioni di amici e parenti assumono l’aspetto di performance artistiche, dato che quasi tutti i partecipanti sono, o si sentono, artisti. Tutto diventa performance: dalle più semplici dichiarazioni d’amore al momento della morte, ultimo grande show. Sembra che i personaggi di questa commedia facciano di tutto per non essere felici, come se ci fosse una inesorabile tensione al fallimento. In quadri spietatamente tragicomici, resta a salvarli solo la consapevolezza, la capacità di sopportare, mettendo da parte quei sogni di gloria così tremendamente vivi in gioventù.

Le date
dal 21 al 23 febbraio Milano, Teatro Litta
 

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