L’immaginazione di Zach Braff...

E i (molti) motivi per recuperare Wish I Was Here...

Zach Braff e la capacità di raccontare storie. Divertenti, commoventi, reali. Fin dal suo esordio (a regia e sceneggiatura) a Garden State, piccolo ma grande film che parla a tutti coloro che cercano una via d’uscita. Poi, il secondo assolo, arrivato dopo una campagna di crowdfunding su Kickstarter, quando ancora (nonostante fosse appena il 2014) i vari Netflix e Amazon non erano entrati prepotentemente nella filiale produttiva e distributiva. Altrimenti, c’è da scommetterlo, avrebbero fatto a gare per accaparrarsi Wish I Was Here. Perché? L’opera seconda di Braff, è uno di quei titoli dove tutto è posato col giusto equilibrio. A cominciare dalla sceneggiatura, scritta proprio da Zach. Aidan Bloom, interpretato dal regista, da bambino, sognava di essere un guerriero spaziale. 

Però, crescendo, quel sogno è stato schiacciato dalla realtà: infatti, Aidan, ha un fratello (Josh Gad) disadattato che vive in una roulotte, vorrebbe fare l’attore ma non ci riesce e suo padre, Gabe (Mandy Patinkin, eccezionale), è malato di cancro, così da non poter più pagare la retta scolastica nella rinomata scuola ebraica ai suoi nipoti, Tucker e Grace (Pierce Gagnon e Joey King). Dunque, le cose per lui e sua moglie Sarah (Kate Hudson) non vanno bene, così Adam decide di dare lezioni a casa ai suoi figli, cercando di ricostruire i pezzi di una famiglia sull’orlo del burrone.

Così, tra parrucche rosa fluo, tramonti su Los Angeles, Aston Martin e limonate fresche, Wish I Was Here racconta una storia intima, piccola, tra dramma e sorriso. Perché Braff sa bene quali sono le corde da toccare, conosce la materia dell’emozione, incorreggibile sognatore illuso dalla fantasia sempre accesa. Niente perfezione ma raffinata semplicità. Di intenti, di metafore, di sensazioni. Colpisce Wish I Was Here, colpisce per la somiglianza alle paure, alle illusioni, alle fragilità che accomunano quella razza in via d’estinzione che sono i sognatori. Braff è uno di loro. Braff è uno di noi. Non a caso il film lo fa diventare una grande famiglia: nel cast, oltre Kate Hudson, Josh Gad e Mandy Patinkin, ci mette anche Donald Faison e Jim Parsons, suoi (e anche nostri) grandi amici. Bellissimo.

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