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Il cazzaro verde

Ritratto scorretto di Matteo Salvini

Evento Speciale di e con Andrea Scanzi


Chi è davvero Matteo Salvini? Ce lo racconta Andrea Scanzi, col suo stile ironico e irriverente, in questo evento speciale a teatro che segue a ruota i fortunati spettacoli Renzusconi e Salvimaio. Salvini appare qui non come il “nuovo fascista”, bensì –per dirla con Montanelli – come uno sbilenco “guappo di cartone”. E i guappi, spesso, li smascheri col sorriso. Sul palco Scanzi tratteggia le caratteristiche salienti di un politico tutto chiacchiere e distintivo. C’è la critica seria: le incongruenze politiche, la malandata classe dirigente leghista, la “ferocia” nel gestire i migranti durante il governo giallo-verde, le parole sulla famiglia Cucchi, il clamoroso autogol estivo che gli è costato il Viminale. E c’è la satira, che colpisce uno statista che si definì da solo “nullafacente” e vive ancora il dramma di quando da bambino gli rubarono Zorro. Il Salvini di Scanzi è un leader bislacco che vive in tivù e fa “disobbedienza civile” con le merendine. Beve mojito al Papeete. Posta foto mentre si ingozza. Cita De André senza averci capito nulla. E ha l’ardire di definirsi “nuovo”, quando in realtà è il politico più vecchio della cosiddetta Terza Repubblica.

In 90 minuti, il pubblico assiste al racconto ironico ma puntuale di Scanzi, alternato allo scorrere di immagini e filmati originali che hanno contraddistinto e caratterizzano l’epopea del politico leghista. “Matteo Salvini non è il nuovo Mussolini: è l’ennesimo cazzaro. Dopo un anno e poco più di governo, Salvini ha rivelato la sua natura di traditore pavido e bugiardo. Pavido, perché è tornato scodinzolante da Berlusconi e dunque dal peggiore Centrodestra d’Europa. Bugiardo perché ha spudoratamente mentito agli italiani. Come un parolaio qualsiasi, si è armato di due birre e tre mojito per seguire i sondaggi e far saltare il governo: oltretutto nel momento peggiore, tanto per lui (e chi se ne frega) quanto per noi (e qui me ne frega di più). Ora: io detesto i pavidi e i bugiardi. Non ne ho alcuna stima. Da qui questo libro e questo evento.” (Andrea Scanzi)

La data
8 aprile Firenze, Teatro Puccini
 

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