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Giulia Mutti - “La Testa Fuori”

“Tanto no, non siamo fatti per toccarci con i guanti / Non saremo mai distanti, ma nemmeno peccatori così grandi”.Una strofa decisamente premonitrice questa contenuta in “Romanzo cattivo”, secondo brano del primo album di inediti di Giulia Mutti, “La testa fuori”, che l’artista aveva presentato alla fine dello scorso anno alle selezioni del Festival di Sanremo 2020.

La ventisettenne cantautrice toscana, prodotta nella sua prova d’esordio da Fabrizio Barbacci (che ha al suo attivo molti album dei Negrita e “Buon compleanno Elvis” di Ligabue tra gli altri), riesce a trasmettere con “La testa fuori” la rara capacità di fotografare anche il complicato periodo che ha stravolto la nostra normalità e i nostri rapporti sociali.

Come posizionarla, per chi non ne conosce lo stile? Il retroterra regionale e le caratteristiche artistiche richiamano alla mente Nada, ma la grinta la rende affine ad artiste nostrane come Paola Turci.

I pezzi da segnalare? Oltre alla già citata seconda canzone dell’album, introspettiva e meditativa, meritano sicuramente una citazione la title track,“L’estate con me” (il riff di apertura ricorda un po’ “Seven nation army” dei White Stripes) e “Monet”, dove le chitarre cedono il passo al lato dolce della cantautrice in una bella ballata pop.

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