Ghemon - “Scritto nelle stelle”

“Scritto nelle stelle”, il nuovo album di Ghemon, arriva a completamento di una svolta iniziata sei anni fa, quando l’artista prese le distanze dal rap per abbracciare un nuovo suono con l’aiuto di Tommaso Colliva, una delle menti dei Calibro 35. E con questo disco proprio all’hip hop, ironicamente, pare alla fine ricongiungersi un po’. 

Il percorso che ha condotto Ghemon a pubblicare “Scritto nelle stelle” (originariamente programmato per marzo, poi rimandato a fine aprile) è stato complesso, anche a causa dello scioglimento de Le Forze del Bene, la band che lo affiancava da tempo sui palchi e con cui nel 2017 aveva registrato “Mezzanotte”, che lo aveva ben posizionato tra nu-soul e un r&b particolarissimo. Per dare continuità al proprio progetto di carriera, Ghemon stavolta ha affidato la produzione esecutiva sempre a Colliva ma circondandosi di diversi produttori artistici per i vari pezzi dell’album (come usa fare nel mondo dell’hip hop, appunto). I brani più degni di nota sono "Un'anima" e "Buona stella", in cui Ghemon tributa un omaggio evidente a Neffa, sua nota fonte di ispirazione; "Cosa resta di noi", tuffo nell’elettronica tra drum machine, synth e programmazioni grazie che si giovano del tocco dell'ex Sottotono Big Fish; "Champagne", più pop con lo zampino nemmeno troppo nascosto di Antonio Filippelli, già braccio destro di Levante.

Nella sua nuova pelle, in una forma di urban soulche ha pochi paragoni in Italia, Ghemon ricombina e ridefinisce con stile gli estremi sonori di una carriera ancora in ascesa.

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