“FAT POP”, di Paul Weller

L'ex frontman di Jam e Style Council esce con il nuovo album "Fat Pop (volume 1)" neppure un anno dopo la pubblicazione di "On Sunset": complice la pandemia, Paul Weller ha avuto zero tempo per i tour e molto tempo per comporre. E non ci si può proprio lamentare.

In "Fat Pop" Weller è affiancato dalla sua solita recente band – composta dal batterista Ben Gordelier, dal chitarrista Steve Cradock e dal bassista Andy Crofts – che, però, ha partecipato al disco da remoto; alla fine però tutti si sono ritrovati per i tocchi finali all’album negli studi che il Modfather possiede nella contea del Surrey. 

Weller lo chiama pop, ma il suo è un crossover completo e di gran classe, che trova la sua forza nella rinuncia a un filo conduttore stilistico per abbracciare generi diversi senza soluzione di continuità: se un brano come "That Pleasure" riconduce senza dubbi ai suoi anni Ottanta, contrassegnati dall'esperienza con gli Style Council di cui era la metà più nota del duo, ad esempio, ecco che poi si cambia improvvisamente direzione con la blueseggiante chitarra di "Moving Canvas". Viene da sé, peraltro, che soul e r'n'b in salsa British per lui non possono praticamente mai mancare.

Il pop degli anni Venti secondo Paul Weller è questo: miscellanea, contaminazione e gusto eccellente, l’unica autentica garanzia di un livello compositivo elevato a dispetto della massiccia produzione che l’artista ha sciorinato nell’ultimo lustro – cinque album in sei anni… 

Giù il cappello.

 

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