Esce “IO È UN ALTRO”...

Primo libro autobiografico di THE ANDRE

Prima di parlare del libro, occorre presentare innanzitutto l’artista. Il progetto che porta il nome di THE ANDREnacque quasi per gioco per amore di Fabrizio De André e del suo repertorio, diventando presto un’iniziativa di culto. Come? Grazie a straordinarie versioni di cover d’autore in cui veniva omaggiato il grande Maestro immaginando come si sarebbe cimentato ai giorni nostri cantando i testi del filone trap e indie. Artisti urban come Ghali, Sfera Ebbasta, Gue Pequeno Salmoo nomi dell’indie come Lo Stato Sociale, Coez, Calcutta Coma Cose vengono così magicamente riletti in chiave deandriana denudando il testo in maniera romantica ed esaltandone l’unicità.

E poi? Prima il 18 gennaio 2019 usciva il disco d’esordio THEMAGOGIA – Tradurre, tradire, trappare”, una svolta nella pur giovane carriera artistica di The Andre, allontanatosi quasi del tutto dalle cover e introducendo il nuovo concetto compositivo della ‘traduzione’ ossia la rielaborazione da zero di brani celebri, oltre che sull’arrangiamento anche nella parte testuale. Poi il 13 marzo 2020 veniva pubblicato Captatio Benevolentiae”, il primo inedito del cantautore. 
Ma, nel mezzo, The Andre veniva invitato da Dori Ghezzi e dalla Fondazione De André ad esibirsi in occasione della presentazione del libro “Anche le parole sono nomadi’(Chiarelettere) al Teatro Del Verme di Milano. A posteriori un momento importante, un episodio chiave, se si considera che oggi il suo primo libro autobiografico intitolato IO È UN ALTRO (in tutte le librerie dal 24 settembre per la People, la giovane casa editrice di Giuseppe Civati, Stefano Catone e Francesco Foti) esce proprio con la prefazione di Dori Ghezzi. E l’autore ironizza così nel prologo:

“Ma sentivamo davvero il bisogno del libro di The Andre?
Risposta breve: «No.» Risposta lunga: 
«Il successo del progetto The André ha solide basi culturali: il manierismo è un’invenzione italiana, così come la tradizione delle marionette, in cui la voce del manovratore è capace di far vivere corpi altrimenti immoti per sempre.
Oppure si potrebbe ammettere che in Italia niente tira tanto come un gruppo cover.”
Nel libro THE ANDRE  narra la storia di un progetto musicale che ha ottenuto un sensazionale successo, la genesi dell’idea di fondere la musica di Fabrizio De André con la trap e l’indie, i suoi successi, l’esordio in tour e su disco, il rapporto con i fan di Faber e l’incontro con Dori Ghezzi. E racconta così la sua esperienza: 
“Quando Pippo Civati e la People mi hanno proposto di scrivere il memoriale della mia carriera musicale, ho esultato: finalmente avrei realizzato il mio sogno di fare da mentore alle giovani generazioni. Mi sono apprestato dunque a stendere la più grande epopea musicale mai scritta. Salvo, a metà del lavoro, realizzare che forse due anni di carriera potevano non essere sufficienti all’impresa. Questo dubbio si è tramutato in certezza quando Dori Ghezzi, nel leggerlo, ha esclamato: “Ma è finito qui?”
Alla fine, tuttavia, la vanità ha preso il sopravvento e ho acconsentito alla sua pubblicazione. Per fortuna, potrò sempre scaricare la colpa su Civati oppure sull’autore di queste pagine. Perché, dopotutto, io non sono io: io è un altro”.

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