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Eminem, “Music to be murdered by”

Un disco a sorpresa: è questa la carta giocata dal rapper di Detroit per la sua ultima fatica in studio dal titolo crudo e suggestivo ispirato a un testo nientemeno che del maestro del thriller Alfred Hitchcock. Per l’occasione Eminem rispolvera anche il suo alter ego Slim Shady, a cui appunto è accreditato l’album. 

L’impressione è che – al netto dei guai, degli spigoli e delle turbe – il personaggio e l’artista Eminem abbia trovato una propria dimensione definita e unica, fatta di talento e mestiere. Per cui, a onor del vero, forse l'unica sorpresa di questo disco è appunto l’uscita non annunciata, visto che i brani sono modellati sugli standard (molto alto, senza dubbio) degli ultimi lavori del rapper.

In studio sono confluiti tanti ospiti – c’è anche Ed Sheeran – e una quindicina di produttori (tra cui Dr. Dre), ma il risultato finale è tutt’altro che “gonfio”, eccessivo o sovrabbondante: le basi sono sempre scarne, ma ficcanti, e la parte del leone la fa il flow di Eminem, con le sue provocazioni a 360°.

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