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DANZIG - “SINGS ELVIS”

Dal Re del rock and roll al punk, e ritorno: potrebbe intitolarsi così “Sings Elvis”, il nuovo album di Danzig in cui l’ex leader dei Misfits, nella fase matura della sua carriera, rende omaggio a Elvis Presley tributandogli un disco che ne testimonia un’ammirazione imperitura (per i meno addentro alle vicende dell’abrasivo artista, è bene prendere nota che il suo soprannome è “The Evil Elvis”…).

Il tributo di Danzig si sostanzia in quattordici tracce scelte con cura e rigorosamente autoprodotte, per un disco in cui gli unici contributi esterni sono stati quelli del chitarrista Tommy Victor e del batterista Joey Castillo. Non c’è mai una traccia narrativa in un “best of”, che è personalissimo per definizione, ma una cifra estetica particolare sì. E’ qui si sostanzia in una specie di karaoke firmato, quello di un Danzig che non ha vergogna di proporsi nel suo ruolo di fan e di clone al contempo e che ammanta il disco di una strana atmosfera dark. La scelta cade su un’esecuzione essenziale che lega greatest hits e super-classici da un lato a pezzi meno da classifica dall’altro, e mette comunque in fila brani come "Always on my mind", “Fever”, “Pocket full of rainbows”, “Lonely blue boy”.

Non è certo dirompente come Syd Vicious che fa Sinatra in “My way”, questo Danzig del 2020. E’, piuttosto, è un grato crooner malvagio con le borchie.

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