Black Miss: Una gabbia dorata

Se occorresse un paragone di stile, di atmosfera e, in parte, di ambientazione, il pensiero correrebbe inevitabilmente a “Game of Thrones”. “Una gabbia dorata”, infatti, è anch’essa quella che si potrebbe definire una favola per adulti, ai quali in effetti è consigliata la lettura anche a causa delle numerose “scene” esplicite rappresentatevi.

La vicenda.

Tra le Terre dell'Est e quelle dell'Ovest infuria la guerra da quasi due secoli. Quello che un tempo era un unico popolo si è diviso più volte. Da un lato gli elfi bianchi e quelli silvani, e i loro alleati umani; dall'altro gli umani dell'Est e tutte le specie che a Occidente considerano ripugnanti o pericolose: elfi neri, goblin, troll, orchi... Elli Nakril è la figlia di un anziano del Consiglio dell'Ovest. È un'elfa silvana, una guerriera. Quando viene catturata e portata a Est sa che gli orientali la useranno come merce di scambio. Viene chiusa nella Cittadella della capitale dell'Est, prigioniera del loro odiato regnante: Syryt Thygarest, un mago oscuro, così magico da non sembrare neppure più umano. Eppure... è proprio quell'uomo terribile a parlarle per la prima volta di pace. Della possibilità di mettere fine alla guerra e agli spargimenti di sangue. Le parla, la convince... la affascina. E la prigionia di Elli diventa piacevole, gli ideali di Syryt sempre più allettanti. Ma nulla è facile. A ovest sospettano della buona fede dell'Est... e forse hanno ragione. Perché Elli inizia a rendersi conto di essere ancora in prigione, una gabbia dorata di cui è difficile persino scorgere le sbarre.