Antonio Manzini: Gli ultimi giorni di quiete

L’Antonio Manzini che non conosci è in questo romanzo psicologico, così diverso dalle trame che ci sono più note tra quelle uscite dalla sua penna. 

E’ una storia tratta da un fatto vero che si sviluppa dentro gli intrecci tra le anime dei suoi tre personaggi e che lascia il lettore (e, apparentemente, anche l’autore) nell’impossibilità di farsi un giudizio netto. 

Sei anni prima Corrado, figlio di Nora e Pasquale, è stato ucciso nella loro tabaccheria di Pescara durante una rapina. Dal momento in cui una mattina qualunque, dopo tanto, tempo, lei riconosce in treno la persona che le ha distrutto la vita, lei e il marito – increduli che il carnefice del loro ragazzo innocente possa essere libero dopo così poco tempo e che la vita di loro figlio valga tanto poco - non possono più vivere senza cercare di ottenere una loro giustizia riparatrice. Pasquale prova la via più breve e immediata mentre Nora, dopo una difficile ricerca per stanare l’uomo, elabora un piano più raffinato. Paolo Dainese, l’omicida che tra la condanna per un omicidio preterintenzionale e i benefici carcerari è uscito dal carcere e si è sforzato rifarsi una vita, intanto sta riuscendo a rimettersi a galla.
Tre personaggi che fanno scelte diverse, ma comunque costretti a farlo dalla vita. Nel dubbio etico tra ragione e vita esplorato da Manzini si dipana un’ottima trama.

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