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Andrea Poggio...

Fra Battiato e Paolo Conte… con tanta sperimentazione

È senza dubbio fra le nuove leve più interessanti dell’indie-pop italiano, con uno stile unico, capace di distillare il meglio della tradizione italiana, della musica sperimentale, del pop più raffinato e del rock più intelligente. Di Andrea Poggio – che all’attivo, come solita, ha l’album “Controluce” – è stato detto che riesce a tracciare, musicalmente, una linea ideale tra i Talking Heads e Paolo Conte, passando per i Matia Bazar di “Tango” e la Kate Bush di inizio anni Ottanta.

“Controluce”, peraltro, ha visto Poggio avvalersi della collaborazione di Eli Crews (produttore statunitense che ha lavorato con Yoko Ono), Enrico Gabrielli (Calibro 35 e PJ Harvey), il percussionista Sebastiano De Gennaro (Baustelle e Daniele Silvestri), Yoko Morimyo (violinista nell’ensemble di musica contemporanea Trio Edison) ed Adele Nigro (Any Other). 

Nel suo primo album solista Poggio srotola un racconto in nove episodi dove la città verticale e chiassosa di “Miraggi Metropolitani” lascia improvviso spazio ai profumi selvatici di “Mediterraneo”, dove le visioni oniriche e i rapidi saliscendi di “Addormentarsi” si dissolvono nella quiete e nel ricordo di “Vento d’Africa”.

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