Amor Towles: Un gentiluomo a Mosca

Il conte Aleksandr Il’ic Rostov è stato condannato dal «Comitato d’Emergenza del Commissariato del Popolo» a trascorrere il resto dei suoi giorni agli arresti domiciliari per essersi «irrevocabilmente arreso alle corruzioni della propria classe sociale». Così, dopo la sentenza del tribunale bolscevico, il 21 giugno 1922 viene tradotto direttamente alla suite 317 del Grand Hotel Metropol: se mai dovesse varcare la soglia dell’albergo di Mosca, sarà fucilato. 

Gentiluomo colto e arguto, anfitrione nato, Rostov decide di affrontare la prigionia con senso pratico: dopo tutto il Metropol è un Grand Hotel tra i più sfarzosi di Russia. Ma la sua vera liberazione da quella che presto si è rivelata una gabbia arriva da una ragazzina amante del giallo: anche la piccola Nina Kulikova vive al Metropol in cattività, ma lei ha trovato il modo di far espandere le pareti dell’hotel verso l’esterno, scovando passaggi nascosti e stanze segrete, e saprà farsi carico dell’educazione del gentiluomo, portandolo a comprendere quanto vasto sia il mondo e affascinanti i personaggi che lo popolano, sia pure tra le quattro mura di un albergo. 

Una galleria di personaggi scintillante – rivoluzionari intransigenti, stelle del cinema, intellettuali disillusi – e una scrittura impeccabile intrisa di grande umorismo rendono Un gentiluomo a Mosca un magistrale compendio di un secolo di storia della Russia moderna, con al centro un protagonista indimenticabile.